Assalto al Campidoglio e carte segrete: Smith, un procuratore sulle tracce di Trump

New York – “Se fossi il tipo che si lascia intimorire, quando uno dice che un caso non andrebbe portato in tribunale perché c’è il rischio di perderlo, dovrei trovarmi un altro lavoro”. Parola di Jack Smith, il procuratore che da venerdì ha in mano le sorti giudiziarie di Trump, e quindi della democrazia americana.