eSport e Olimpiadi: è giunta l'ora?
eSport e Olimpiadi: è giunta l'ora?
Editoriale

eSport e Olimpiadi: è giunta l'ora?

Gli eSport sono considerati un vero e proprio sport e coinvolgono sempre più persone tra partecipanti e spettatori. Il CIO pensa di introdurli alle Olimpiadi



Lo sport è l'insieme di attività fisiche effettuate per fini salutistici e competitivi, e con il termine «sport» si indicano tutte le discipline fisiche in tutte le loro forme e fini.

Questa è la definizione di Sport data da Wikipedia e se non bastasse, a questo indirizzo è possibile leggere quella della Treccani.

Ora, è di questi giorni la notizia che il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha preso in considerazione gli eSport come possibile nuova specialità olimpica, infatti pare essere intenzione loro quella di fare entrare nel 2024 gli eSports (electronic sports - sport elettronici) tra le varie specialità. La notizia naturalmente è motivo di giubilo tra i vari videogiocatori che, magari, possono ora anche sperare di trasformare la loro passione in un lavoro vero e proprio, venendo ufficialmente definiti degli sportivi.

In realtà gli eSport non sono nulla di nuovo e già nel 1980 è stato organizzato un torneo di Space Invaders da Atari, al quale partecipò un gruppo di ben 10.000 persone.

A quello seguirono sempre più tornei dei videogiochi più disparati ed il fenomeno iniziò a prendere sempre più piede soprattutto negli Stati Uniti, al punto che nel 1989 uscì nelle sale un film dal titolo The Wizard, meglio conosciuto in Italia con il titolo de Il Piccolo Grande Mago dei Videogames.

Il film racconta la storia di un ragazzino che, per un intreccio narrativo discretamente interessante, finisce per iscriversi ad un torneo di videogiochi dal lauto montepremi, vincendo la finale a Super Mario Bros. 3.

The Wizard è di fatto una pellicola dedicata ai prodotti Nintendo, precisamente quelli dell'epoca NES, ma può offrire un’idea di cosa si stava già muovendo dietro il fenomeno eSport negli Stati Uniti.

Di lì a poco l’attenzione di grandi sponsor con buon fiuto per gli affari e tanta voglia di visibilità, portò ad un crescere di pubblico, montepremi e soprattutto introiti per gli sponsor stessi.


eSport e Olimpiadi: è giunta l'ora?
Locandina del film "The Wizard", da noi conosciuto come "Il piccolo mago dei Videogames"

La nascita dell' eSport

E’ del 1997 il primo campionato professionistico ed ora i giochi, come si suol dire, iniziano a farsi decisamente seri. Senza specificare i numeri, basta sapere che il fatturato previsto per il corrente anno 2017 in questo business è di quasi 700 milioni di Dollari e che, sempre secondo stime, questa cifra è destinata a raddoppiare per il 2020.

Ormai gli spettatori che seguono i vari tornei in diretta streaming sono nell’ordine delle centinaia di milioni (attualmente circa 150 milioni principalmente sulla piattaforma Twitch) e le richieste di adesione ai tornei non si contano più.

I generi a cui si fa più riferimento in questo tipo di competizioni sono Real Time Strategy (RTS), First Person Shooter (FPS), Multiplayer Online Battle Arena (MOBA) e Massively Multiplayer Online (MMO).

Aldilà dei grezzi dati, però, cosa è davvero uno sport? Voglio dire... il CIO non ha incluso fino ad ora, per esempio, gli scacchi tra le specialità olimpiche eppure il gioco degli scacchi e considerato a pieno titolo uno sport proprio dallo stesso Comitato Olimpico, nonostante questa disciplina sia regolamentata da un ente internazionale quale il FIDE (Fédération Internationale Des Echecs).

In questo caso stiamo parlando di uno sport che certo non necessita di ore e ore di palestra per essere al meglio durante la gara, ma di una disciplina in cui lo sforzo fisico non è assolutamente contemplato e che, per natura stessa del gioco, necessita di fare ulteriore sport per evitare l'eccessiva sedentarietà; senza ombra di dubbio però, al tempo stesso è richiesta molta riflessione e “allenamento mentale”.

Di fatto stiamo parlando di una disciplina (sport) che non mette sotto sforzo nulla, se non lo stress ricevuto a livello celebrale e alla spina dorsale, la quale viene forzata a mantenere una posizione innaturale, con rischio di ernie discali et similia.

Certo, non si rischiano fratture come invece nel caso di sport più “vivaci” come il Karate o la Lotta Greco-Romana, oppure tendini “andati” per lo sforzo giocando a Basket o a Baseball. Ah! Giusto... il Baseball. Questo sport era stato inserito tra le discipline olimpiche a livello dimostrativo nel 1992 per poi essere rimosso nel 2008.

Essere ammesso a livello dimostrativo significa che in pratica non ci sono medaglie per le squadre partecipanti. Si, c'è comunque l’idea di reinserire questo sport sempre nelle Olimpiadi del 2020 di Tokyo... però non è ancora chiaro in che veste.

Sempre a Tokyo 2020 è prevista la presenza dello Skateboarding tra le specialità. Anche lo Skateboarding ha avuto grandi difficoltà ad entrare in questa illustre competizione pur avendo una storia lunghissima fatta di campioni pluripremiati, linee di indumento create ad hoc e addirittura video (ai tempi videocassette) e riviste specializzate che creavano crew (termine che nel gergo degli skaters è sinonimo di clan) in tutto il mondo.

Il sottoscritto ancora ricorda la fatica fatta assieme alla propria crew per richiedere uno skatepark nel proprio paese, ed il seguente fallimento di tale iniziativa, ma questa è un’altra storia...


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(Ri) - definiamo il significato di Sport

Il punto è che non è facile decidere quale sport valga la pena di essere incluso tra le varie discipline olimpiche.

Ultimamente c’è chi afferma che la scelta è guidata unicamente dagli introiti portati dal circolo che segue una determinata pratica sportiva, ma quindi che dire della ginnastica artistica, ad esempio?

Non conosco personalmente un numero davvero significante di persone che va a vedere questo tipo di esibizioni e comunque neanche il già citato Baseball (che è uno degli sport più seguiti negli Stati Uniti e in Giappone) pare portare tanto interesse mediatico alle Olimpiadi.

Tornando a noi e a quello che sono i videogiochi, si può dire che i videogiochi alimentino la socializzazione al pari di giochi di squadra come il Basketball o la Pallavolo?

Rispetto ad ora, sicuramente, in passato era più facile passare pomeriggi con gli amici in casa a sfidarsi spalla a spalla, ma con l'avvento dell’online gaming il fenomeno è cambiato in "unisci ed isola tutti allo stesso tempo".

La tendenza del giocatore medio è quella di aggiungere amici in lista che probabilmente non incontrerà mai nella vita reale, mentre negli sport alla “vecchia maniera” il rapporto umano è al centro della disciplina, almeno tra maestro e allievo.

Un altro aspetto di cui tenere conto è quello che riguarda la definizione di sport riportata a inizio articolo, in particolar modo nella parte in cui si parla di salute. Ci sono videogiocatori professionisti che passano anche otto ore o più di fronte ad un monitor o alla televisione e, questo si sa, non è tra le raccomandazioni fatte dagli oculisti o ortopedici ai propri pazienti.

Come detto precedentemente riguardo gli scacchi, anche in questo caso si tratta poi di fare palestra per non abbandonare il proprio fisico e, se sommiamo le ore di allenamento a quelle di palestra, va da sé che la parte di vita che riguarda la socializzazione può facilmente risentirne.

Nel contesto videoludico odierno può diventare semplice tornare a demonizzare i videogiochi. Ci siamo già dimenticati dei gruppi organizzati di genitori preoccupati per la salute psicofisica dei figli come si faceva a metà anni novanta, soprattutto a causa della violenza ed il sangue portati alla cronaca dal fenomeno Resident Evil?

Pensare che l’idea di proporre gli eSport alle Olimpiadi è stata di Rob Pardo (uno dei creatori di World of Warcraft) nel 2014 e che tale idea sia stata accolta in così poco tempo, fa un po’ riflettere.

Che davvero sia tutto legato unicamente agli introiti e non più a quello che dovrebbe essere, ovvero una competizione di capacità atletiche così come è nata nell’antica Grecia?

Il fatto che gli eSport creino tanto seguito, fino al punto da essere presi in considerazione dal CIO, che di fatto considera un vero e proprio sport questa disciplina, è davvero cosa buona e giusta, ma siamo sicuri che arriverà solo il rovescio buono della medaglia?  



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