Ancora tensione al funerale della giornalista uccisa in Cisgiordania

GERUSALEMME – Il suono delle campane, ma anche l’insistente frastuono delle pale degli elicotteri. Grande commozione ma anche forti tensioni. Una lunga processione con migliaia di persone ha accompagnato l’ultimo viaggio di Shireen Abu Akleh, la giornalista di Al Jazeera uccisa mercoledì in Cisgiordania e sepolta sul Monte Zion dopo il funerale celebrato nella Chiesa di Sant’Andrea nella Città Vecchia di Gerusalemme.
Un funerale ancora una volta teatro di violenza: mentre il corpo della giornalista lasciava l’ospedale, le forze dell’ordine israeliane hanno caricato i partecipanti, inclusi coloro che portavano la bara, che a un certo punto ha rischiato di cadere per terra. A provocare l’intervento secondo quanto comunicato dalla polizia, lancio di pietre e canti nazionalistici da parte di “centinaia di manifestanti” che hanno “disturbato l’ordine pubblico” e “costretto gli agenti a intervenire”.
Nata nel 1971 a Gerusalemme, palestinese di religione cristiana, Abu Akleh, era ormai diventata per i telespettatori palestinesi e nel resto del mondo familiare un volto familiare. Dal 1997 lavorava per il network qatariota ed era considerata un simbolo della causa palestinese, a cui dava…