Addio Padania, ecco Radio Libertà. “Non sarà un rifugio No vax”

L’emittente di cui Salvini è stato direttore per quattordici anni cambia volto. “Una decisione di cui il segretario non sapeva niente. Il nome Padania? Non aveva più senso usarlo. E’ una stagione straconclusa”, ci dice il direttore Cainarca

“Servi di Roma fuori, senza dubbi né ripensamenti. Padania bella e libera guarda avanti”, cantava tal Sergio Borsato. In quel che era una specie di tappeto o colonna sonora in cui sempre rischiavi d’imbatterti se cercavi le frequenze di Radio Padania. Poi, dal 1997, divenuta Radio Padania Libera. Da ieri dovete chiamarla Radio Libertà. Vogliamo abusare dell’espressione ‘tramonto definitivo di un’epoca’? Facciamolo. “Semplicemente non aveva senso continuare a chiamarsi così. Quella fase politica è straconclusa, non potevamo cavalcare un’istanza oramai improduttiva. E’ un passaggio che avremmo dovuto fare già 5 o 6 anni fa”, racconta al Foglio Giulio Cainarca. Il diretùr, entrato nel ‘97 con un co.co.co. E venticinque anni dopo al vertice di un’emittente che con la Lega coltiva un rapporto sempre più indiretto: è una cooperativa di 5 dipendenti, svariati collaboratori, con la volontà esplicita, questa volta, di affrancarsi ancor di più dal soggetto da cui non percepisce oramai più…