A Venezia c’è un fantasma che terrorizza il Pd

Il già tribolato centrosinistra lagunare sta facendo i conti con una misteriosa serie di messaggi denigratori, opera di “qualcuno che conosce molto bene l’ambiente. E non vuole affatto bene ai dem”, dice la futura segretaria cittadina

A Venezia c’è un fantasma che terrorizza il Pd. Sostiene che da tempo ha perso la sua identità. Semina zizzania, accusando gli esponenti dem di flirtare con il centrodestra. E sa come mettere gli uni contro gli altri, perché li conosce bene, dall’interno. Un autentico sabotatore: sembra l’ennesima parabola di D’Alema, da Articolo 1 con furore. Se non fosse per lo scivolamento dialettale. “Per il Pd ormai conta solo spartirsi le careghe”. Le poltrone. Firmato: “Matita rossa”. Più che nome di battaglia, partigiani da tastiera. Figurarsi se al vecchio Massimo non scapperebbe un sorriso, a sapere che la politica del rancore fa scuola fino a Palazzo Ducale.

Tutto è iniziato qualche settimana fa. Alla direzione locale del partito arriva una serie di misteriose missive. Ce l’hanno contro le scissioni interne, gli scarsi risultati, l’aver messo in secondo piano l’interesse dei cittadini. La modalità è il messaggio in forma privata, con sfumature diverse a seconda dei destinatari….