A Montecitorio la marea monta e si ritrae. Eccoli, sono loro: i giornalisti

La solita Roma al tramonto, gente seduta ai tavolini sotto i funghi, e commenti sparsi sul senso della vita politica e sulla Roma di Mou. Davanti al bar Giolitti la situazione è cambiata. Centinaia di persone accalcate in attesa che uscisse qualcuno

Per ragioni di sicurezza, in questi giorni di scrutini, piazza Montecitorio è chiusa ai cittadini mentre è aperta a giornalisti, grandi elettori e compagnia. I blindati della Polizia bloccano le entrate principali e dunque la piazza, soprattutto verso il tramonto, vuota com’è di corpi e piena di telecamere e cavalletti, assomiglia a un quadro surrealista. Comunque, sono qui ai margini della piazza surrealista o del rendering, per capire se la vox populi mi può spifferare in anteprima il nome del futuro presidente/presidentessa. Sarebbe bello, no? Magari facendo una media degli spifferi arriva il nome. Ho cominciato a seguire le persone che potevano dare l’impressione di far parte dell’entourage dei grandi elettori. All’inizio mi è andata male, perché una coppia si è girata verso di me all’unisono, cioè i due mi hanno guardato male, perché lui, molto muscoloso tra l’altro, pensava stessi guardando la sua fidanzata (non stavo dietro di loro ma cercavo di raggiungere tre uomini che…