A Ischia la frana porta morte e paura. Un rombo, il fango, le urla- Corriere.it

di Fabrizio Roncone, inviato a Casamicciola (Napoli)

Il piccolo Comune di Casamicciola travolto da una gigantesca frana. Spariti vicoli, cortili e giardini. Una vittima accertata, ma si cercano almeno altre undici persone

Si muore così, in Italia. Quando piove. Quando c’è un temporale che non è nemmeno ancora tempesta, solo pioggia battente che inzuppa la collina argillosa, di terreno vulcanico, e la gonfia, e mentre è ancora buio, tra un tuono del cielo e un rombo di morte, ne sbriciola un pezzo intero e la fa scivolare su Casamicciola, luogo di tragedie recenti e antiche, già cerchiato di rosso, e di croci.

Una gigantesca colata di fango e detriti, roccia e tutto quello che la furia della natura stuprata dall’uomo, offesa — alberi tagliati per creare terrazze appese nel vuoto, ville abusive costruite su panorami di abbacinante bellezza — riesce a trascinare giù, dentro le camere da letto dove la gente dorme.

I sopravvissuti provano a contarsi nella luce di un’alba sporca. Si chiamano dalle finestre. «Assuntina, ci sei?». «Pasqualino dov’è?». Poi sentono un lamento prolungato, qualcosa di disumano, come un terrificante muggito provenire dal basso, due traverse sotto piazza Bagni. È un manichino di fanghiglia. Ma il manichino parla.