NBA Playgrounds, la recensione per Nintendo Switch
Ci prova da tre

NBA Playgrounds, la recensione per Nintendo Switch

Sarà stata abbastanza calda la mano di Saber Interactive per far tornare in auge gli Arcade dedicati allo sport?

Dunque: Stockton tira bombe da 3 come nessuno mai, ma lasciamo perdere le schiacciate. Wilkins schiaccia come pochi, ma per il resto non potrebbe tornarmi utile per superare la sfida richiesta in questo match del torneo… vada per Pippen! Uff… recuperare tutti le medaglie oro nelle sfide di NBA Playgrounds mi sta rubando più tempo del previsto e soprattutto la pazienza se ne va a farsi benedire!

Scusate la riflessione ad alta voce, ma alle volte dimentico di dover dimostrare serietà durante la stesura delle recensioni.  Lo spirito Arcade comunque c’è, è innegabile. 

Come sarebbe a dire: “Arcade che”? Giusto, dimenticavo… il genere, soprattutto in ambito sportivo, ha perso evidenza sul mercato da diverso tempo; fortuna che gli Indie stanno andando forte e il genere sta riconquistando la giusta schiera di appassionati!

Ad ogni modo, se vi fa piacere saperlo, NBA Playgrounds è un titolo sportivo che poco c’entra con l’atteggiamento simulativo visto nella serie ludiche dedicate al Basket viste dai vari 2K Sports o Electronic Arts.

Il gioco prodotto da Mad Dog Games e sviluppato da Saber Interactive con l’ausilio dell’ Unreal Engine 4, è stato pubblicato lo scorso 9 maggio sui cataloghi digitali di PlayStation 4, Xbox One, PC e Nintendo Switch, risuonando fortemente nei forum e nelle discussioni fra appassionati del genere.

La versione testata dai tipi tosti di GameGurus.it (abbiamo due copie perché ci piace strafare) è quella per la console ibrida di Nintendo, arrivata con un codice review volante rotante, esattamente come le schiacciate di alcuni dei cestisti professionisti facenti parte del roster di gioco.

Se qualcuno vi ha già detto che è come NBA Jam non dategli retta o meglio, credetegli a metà, perché la formula di gioco è la medesima, ma non le meccaniche che l’accompagnano. Se non conoscete la serie NBA Jam fate finta di nulla, non vale la pena citarla inutilmente e così facendo affatico meno le dita.

NBA Playgrounds, la recensione per Nintendo Switch

Chi non salta bianco è

NBA Playgrounds è semplice: i match si svolgono in campi semi improvvisati con le regole del 2 contro 2 a suon di sgranassoni, tiri infuocati e schiacciate antigravitazionali. Stando sempre attenti alla barra della stamina posta sotto ogni giocatore, utile per eseguire corsa e schiacciate ad effetto, la palla può essere tenuta peri 12 secondi prima di scoccare il tiro a canestro, incluso il recupero del rimbalzo.

Rubare la palla, segnare un canestro o eseguire una stoppata riempirà una barra energetica che attiverà un power-up casuale. Essendo cattivo, non vi dirò quanti sono questi power-up e non vi dirò l’effetto che procurano, ma sicuramente vi faranno tirare un sospiro di sollievo.

I protagonisti delle partite sono le superstar del Basket odierno, affiancate da alcune di quelle che hanno scritto la storia di questo sport;  No, non c’è sua maestà Michael Jordan ed è una cosa che mi fa parecchio imbestialire, quindi non chiedetelo più, grazie.

Caratterizzati graficamente in un formato lievemente deformed, con la testa dei cestisti che ha fatto ridere anche Doraemon, NBA Playgrounds si presenta a video con un look decisamente fresco e accattivante anche su Nintendo Switch, malgrado non brilli esteticamente come la versione PC e PlayStation 4.

Il roster iniziale è giustamente limitato, pronto a crescere con l’avanzare dell’esperienza di gioco, sfruttando il particolare metodo dello “spacchettamento” di figurine, come se si stesse completando un album.

All’ interno di questi pacchetti sono nascosti in modo casuale i nuovi giocatori con cui potremmo affrontare i vari match, ma solo nei pacchetti Oro – rilasciati al raggiungimento di ogni nuovo livello esperienza – sarà possibile ottenere con maggiore facilità i volti epici che hanno scritto la storia dell’ NBA.

Se pensate sia semplice poter ottenere Scottie Pippen, Magic Jhonson o Shaquille O'Neal, scordatevelo e affidatevi alla Dea bendata, tenendovi pronti a ricevere una mega cantonata a suon di doppioni.

NBA Playgrounds, la recensione per Nintendo Switch
Curiosità
  • Il gioco richiede il download di 7.4 GB di dati, che potrebbero addirittura aumentare dopo l’arrivo della patch
  • Potrebbero arrivare nuove star nel Roster come la leggenda Larry Bird. Per Michael Jordan le speranze sono come sempre, minime.

Slam Dunk

I ragazzi di Saber Interactive hanno studiato un interessante metodo di avanzamento esperienza per poter mantenere alto l’interesse del giocatore su NBA Playgrounds. I livelli che migliorano match dopo match attraverso i tornei, sono principalmente due: quello del giocatore e quello delle star del Basket, valutati in medaglie che vanno dal bronzo all’oro.

Se l'aumento di livello del giocatore permette l’accesso ad un pacchetto oro, quello dei cestisti ne migliorerà le performance generali, facendo risaltare maggiormente le caratteristiche uniche della star di turno.

Ogni Torneo, ce ne sono 6 visibili in questa prima versione del gioco (ci si augura che l'update ne aumenti il numero), ci permetterà di affrontare 4 coppie di giocatori con un livello di difficoltà lievemente crescente e una sfida associata al match che richiederà ad esempio di eseguire un determinato numero di canestri da 3 punti o un certo numero di stoppate.

Vincere un torneo garantirà l’accesso ad un pacchetto Argento e si verrà comunque portati a cambiare frequentemente il proprio team, provando la combinazione più idonea di giocatori in modo da superare agilmente ogni sfida e match.

Completano l’offerta di NBA Playgrounds la modalità classica di esibizione e delle dettagliatissime schede giocatore in cui è possibile visualizzare storia e statistiche di ognuna delle 152 stelle NBA presenti e una modalità online – purtroppo - non ancora accessibile su Nintendo Switch, garantita però come imminente da Saber Interactive, insieme ad una patch che dovrebbe sistemare alcuni “problemini”.

Questi “problemini” riguardano soprattutto l’ottimizzazione di sviluppo del titolo, minato in particolar modo da un framerate non sempre stabile e una risoluzione grafica fin troppo bassa nella modalità Dock (720P), con quella Portatile (sub-HD, se non vado errato) che va anche a peggiorare la situazione. Anche la vibrazione HD Rumble non risponde come dovrebbe e più in generale la pochezza di contenuti che ne aumentino la longevità – una volta terminati i tornei – si fa sentire.

L’esperienza resta pur sempre godibile e il livello di sfida fornito dalla CPU resta abbastanza buono da poter permettere a qualsiasi giocatore di cimentarsi nella scalata ai tornei non senza lanciare qualche parolaccia, soprattutto contro gli agguerriti Magic Johnson e Dirk Nowitzki.

La reattività e precisione dei controlli in tutte le formule provate fra Joy-Con, Portatile e Controller Pro resta buona, così come l’accattivante prezzo fissato a 20,00 Euro per la copia digitale dal Nintendo eShop. Discorso diverso per il tema musicale e il commento audio che ci accompagnano durante le partite: il primo troppo ripetitivo, il secondo quasi in loop. Come si suol dire: non tutte le ciambelle escono col buco.


Commento Finale

Ho apprezzato molto la scelta di proporre NBA Playgrounds al pubblico odierno da parte di Saber Interactive. I giochi di basket Arcade mancano da fin troppo tempo nel panorama ludico, così come gli sportivi in generale.

In questo specifico caso, quello di Nintendo Switch, lo sviluppo di NBA Playgrounds non è sembrato particolarmente curato e lo si nota soprattutto dalla fin troppo “grezza” modalità portatile. L’idea è quella di un porting eseguito velocemente sfruttando le impostazioni di default messe a disposizione con l’Unreal Engine 4.

Il prezzo competitivo però, il divertimento generale e la possibilità di patchare e quindi anche ampliare le possibilità di gioco, lasciano senza ombra di dubbio uno spiraglio di luce benevolo sul futuro di questo prodotto.

Valutandolo oggi, con l’impossibilità di giocare online e un numero di tornei veramente minimo, NBA Playgrounds per Nintendo Switch è consigliato solo a chi apprezza i titoli Arcade ed ha apprezzato negli anni’90 la formula proposta da NBA Jam. Sicuramente da rivedere e quindi da rivalutare, con l’arrivo della prima patch.

Voto Globale
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Federico D'Aco