I Pilastri della Terra la recensione dell'ultima coraggiosa fatica di Deadalic Entertainment
Recensione

I Pilastri della Terra la recensione dell'ultima coraggiosa fatica di Deadalic Entertainment

I talentuosi ragazzi di Deadalic Entertainment si lanciano in un'impresa davvero difficile decidendo di trasporre uno dei libri più venduti di sempre. Coraggio o follia? Scopriamolo assieme.

Ken Follett è sicuramente uno degli scrittori più amati e di maggior successo della letteratura moderna, nonché uno dei migliori giallisti di sempre assieme a Ian Fleming e Agatha Christie. Tra le sue opere, quella più iconica è senza dubbio I Pilastri della Terra, un romanzo storico ambientato negli anni bui del medioevo inglese.

Ecco perché la scelta fatta da Deadalic Entertainment di trasporre in forma videoludica tale componimento letterario risulta tanto ambiziosa quanto coraggiosa, suscitando notevole interesse fra gli estimatori fin dal suo annuncio nel 2014.

Il team tedesco di sviluppatori ha saggiamente deciso di dividere le 1033 pagine del voluminoso manoscritto di Ken Follett in tre episodi, ognuno dei quali suddiviso in sette capitoli, che verranno pubblicati a poca distanza l’uno dall'altro su PlayStation 4, Xbox One, iOS, PC e Mac. La versione che andiamo ad analizzare in questa sede è quella PC, che sarà disponibile su Steam a partire da domani, 15 Agosto 2017.

I Pilastri della Terra la recensione dell'ultima coraggiosa fatica di Deadalic Entertainment

Al freddo e al gelo

Non è facile la vita nel Basso Medioevo, specie per un costruttore disoccupato, padre di due figli e marito di una donna incinta a cui, oltretutto, si rompono le acque proprio durante un viaggio tutt’altro che agevole.

È inverno e Tom sta attraversando un bosco innevato con la sua famiglia, nel tentativo di raggiungere un altro villaggio in cerca di lavoro. Purtroppo il clima rigido, la fatica dovuta alla camminata e l’inedia conducono la donna ad una triste dipartita appena dopo aver dato alla luce un bimbo. Tom inizialmente decide di abbandonare il neonato dopo aver dato una veloce sepoltura al corpo della moglie, ma poi, ritrovato il giusto equilibrio mentale, ritorna sui suoi passi e si accorge però che l’infante è scomparso.

A questo punto Tom incontra Jack, un ragazzino che vive di caccia e piccoli furti nel bosco con la madre, il quale lo informa che il bambino è stato portato via da un monaco che è passato di lì poco prima. La madre di Jack invita Tom e i suoi figli a rifocillarsi e a passare la notte al caldo nella loro casa e l’uomo, preoccupato soprattutto per la figlia più piccola, accetta di buon grado.

Durante la notte la donna propone a Tom di viaggiare tutti insieme per aiutarsi a superare il rigido inverno e l’uomo accetta. Il Monaco che ha trovato il neonato nella foresta lo porta nel proprio monastero, luogo in cui nel frattempo è arrivato Philip, il fratello anch’esso monaco. Il Monastero si trova in una situazione di instabilità dovuta alla dipartita del Priore e che presto si ritrova gremito di persone sopravvissute all’attacco di un castello non molto distante e che è stato preso d’assedio.

Tra i vari sopravvissuti giunti al monastero si trova anche il gruppo di Tom. Questo grossomodo l’incipit di una storia che non è stato facile raccontare senza spoilerare nulla, cercando al contempo di non far infuriare il milione e mezzo circa di seguaci del romanzo.

Con questo primo episodio gli sviluppatori, evidentemente anche loro amanti dell'opera originale di riferimento, sono riusciti a cogliere l'intensità narrativa di Follett e a riprodurla visivamente creando tensione e curiosità al giocatore che non potrà non provare una certa empatia per i personaggi e per le loro avventure.

La narrazione è appassionante ed è facile sentirsi parte della scena soprattutto per chi non conosce e non ha letto il libro del famoso scrittore inglese. Purtroppo però in poco più di 5 ore il tutto finisce e la sensazione è la stessa che si prova guardando la puntata doppia di un telefilm: odio profondo verso chi ha deciso di fermare proprio nel momento più interessante l'episodio e voglia di riprendere al più presto la storia.

I Pilastri della Terra la recensione dell'ultima coraggiosa fatica di Deadalic Entertainment

Il peso delle decisioni

Come accennato in apertura, gli sviluppatori si sono fatti carico di un lavoro non certo semplice, dato l’enorme numero di accoliti che il romanzo ha sparsi per il globo. Trasporre “semplicemente” in videogioco l’intero manoscritto sarebbe stato da una parte più semplice, ma dall’altra avrebbe potuto minare l’interesse dei veterani del romanzo.

Per questo si è scelto di dare ai giocatori la possibilità di prendere delle decisioni lungo il corso dell’avventura, potenzialmente in grado di alterare lo scorrere naturale degli eventi. Per valutare l’impatto di queste decisioni sull’intreccio, però, dovremo attendere l’uscita dei restanti due episodi del titolo.

Per il momento, il risultato è molto simile all’esperienza che si può provare giocando ai vari titoli di TellTale Games, con il giocatore costretto a prendere decisioni spesso sofferte entro un dato e breve periodo di tempo, affrontando sporadici Quick Time Event davvero difficili da fallire.

L’impatto visivo è davvero molto ispirato, forte di un tratto pittorico deciso, ma allo stesso tempo delicato, in grado di regalare scorci vivi e credibili, colmi di personaggi tutti ben caratterizzati ed immediatamente riconoscibili. La palette di colori è stata scelta con gran cura e trasmette perfettamente tanto il senso di opprimente povertà dei vicoli più miserabili, quanto la ben diversa opulenza di alcune location in cui si svolgono i sette capitoli che compongono questo primo “libro”.

Sebbene l’animazione risulti limitata a pochissimi frame, si tratta di una scelta che aiuta a dare un senso fumettistico che ben si accorda con lo stile grafico generale, capace di enfatizzare gli stati emotivi e la personalità dei vari protagonisti. Le scene sono davvero belle da vedere anche dal punto di vista registico grazie all'aiuto di una prospettiva che dona le giuste proporzioni a tutti gli elementi che le compongono.

Il doppiaggio in inglese è molto ben recitato, con voci azzeccate e mai sopra le righe che riflettono molto bene il carattere dei personaggi, al punto da permettere ai giocatori di riconoscerne la classe d’appartenenza contando semplicemente su pronuncia e motteggio. Anche i sottotitoli in italiano sono ben scritti e tradotti con cura, e in più il tutto può contare su di un accompagnamento musicale di pregevole fattura, suonato nientemeno che dall’orchestra filarmonica di Praga.

Il risultato di tanta attenzione ai particolari fa si che il giocatore si senta avvolto dalle atmosfere del gioco e che tutti i suoi sensi siano stimolati nel modo più efficace, regalando momenti davvero intensi e toccanti, momenti simili a quelli vissuti da Bastian mentre leggeva La Storia Infinita nella soffitta della scuola.

Da segnalare, infine, la presenza dello stesso Ken Follett che presta la voce al Cantore.

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Commento Finale

Deadalic Entertainment si dimostra sempre più un punto di riferimento per gli amanti delle avventure grafiche, con questo coraggioso adattamento in salsa videoludica di uno dei libri più venduti di sempre.

I Pilastri della Terra si presenta, in questo primo di tre episodi in cui è suddivisa l’opera, con un comparto grafico e sonoro davvero ben riuscito ed ispirato in cui anche l’attenzione al doppiaggio - inglese - si dimostra di altissimo livello.

La sensazione è molto simile a quella che si può provare leggendo realmente un libro tanto è il livello di immersione che il gioco riesce a far provare al giocatore.

Grazie anche ad un'ottima narrazione, questa produzione, almeno potenzialmente, si presenta come la migliore degli sviluppatori tedeschi. C'è solo da vedere dove effettivamente porteranno le scelte prese all’interno del gioco e per quello bisogna però attendere la conclusione dell’intera trilogia, sperando che il risultato non risulti “blasfemo” rispetto all’opera originale. Ma se il buongiorno si vede dal mattino...

Voto Globale
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Lian Underwood