Beholder, dove la privacy non esiste
Recensione

Beholder, dove la privacy non esiste

Il Governo ha un unico obiettivo: conoscere nell’intimo ogni attività dei suoi cittadini. Spiare il prossimo sarà il nostro unico obiettivo

Io sono Stein. Carl Stein. Non sono esattamente una spia, ma mi sono ritrovato a spiare i miei vicini... o meglio, gli inquilini del palazzo in cui ho iniziato a lavorare come custode. Tutto è iniziato quando ho ottenuto questa occupazione per sostituire la persona che, non riuscendo a tenere il ritmo richiesto dal proprio ruolo, si è ritrovata ad essere in una posizione molto scomoda con il Ministero dell'Ordine e, quindi, con il Governo. Da qui la sua destituzione ed il mio prendere il suo posto, trasferendomi con tutta la mia famiglia nella palazzina in cui lavorava lo sfortunato, mio, predecessore.

Ora... il lavoro non è esattamente “pulito”. Si tratta in pratica di restare in continuo contatto telefonico con il suddetto Ministero per ricevere le varie direttive riguardanti aggiornamenti su cosa diventa o meno illegale. Questo accade con ferrea e costante regolarità. Certo, devo ammettere che alle volte mi sembra ci sia un eccessivo zelo nella delibera di tali leggi... voglio dire... capisco vietare la produzione di droga, ma da qui a proibire di indossare dei semplici blue jeans o possedere libri considerati pericolosi, poiché possibili fonti di ispirazione per il libero pensiero...

In ogni caso, ormai, questo è il mio lavoro e lo devo portare a termine al meglio, se non voglio fare la stessa tragica fine del mio predecessore. Accusato di inabilità nel portare a termine il proprio dovere, incarcerato e senza possibilità di avere contatti con la propria famiglia. Destinato ad una fine ormai inevitabile. Per “fortuna” sono stato sottoposto ad una cura che mi permette di non sentire il bisogno di dormire... così non perderò tempo a causa di quell'inutile biologica necessità...


La morale entra in gioco

Carl Stein siamo noi e questo è lo scenario in cui ci ritroveremo immersi in Beholder, particolarissimo titolo targato Warm Lamp Games, disponibile su Steam via Mac o PC. L’atmosfera, è forse quella che colpisce maggiormente per la cinicità, la violenza e la cruda bassezza con cui avremo a che fare. Come accennato durante l’introduzione, dovremo fare da spia per il Governo servendoci solo di un contatto presso il Ministero dell'Ordine, dal carattere decisamente inflessibile ed esigente.

Possiamo quindi avere idea di quanto chiuso e paranoico sia il Governo in carica in questo fantomatico Paese, facendosi sentire costantemente pressante ed asfissiante sulla popolazione con la sua solida presenza. Un’ atmosfera cupa, pesante e di forte diffidenza generale in cui nessuno si fida di nessuno ed in cui tutti sono possibili criminali, data l’ottusa celerità nel rendere illegali azioni normalmente comuni come anche il solo possedere musica di origine straniera.

Fare la spia è, come detto, la nostra principale occupazione e lo dovremo fare utilizzando delle telecamere che avremo modo di acquistare ed installare all’interno dei vari locali della palazzina, al fine di monitorare costantemente le azioni dei vari inquilini, violando l'intimità della loro abitazione. Ci sono vari tipi di telecamere da poter installare, partendo da quelle più economiche, ma dal limitato campo visivo, a quelle più costose, dal più ampio raggio d'azione. Senza di esse, l'oscurità che opprime i vari appartamenti potrà essere tagliata solo facendo il classico gesto del voyeur, ovvero, spiando dal buco della serratura per verificare se vi è, oppure no, qualcuno all’interno dell’appartamento.

Già, perché nonostante tutto, i nostri inquilini – direi anche giustamente - non apprezzano molto il nostro intrometterci nella loro intimità. È anche possibile bussare alla porta, certo, ma questo toglie il piacere dell’essere uno spione in carriera!

Osservare e frugare tra armadi e cassetti diventerà la nostra attività principale. Ogni nostra azione sarà oltremodo utile nel tentativo di raccogliere le informazioni sensibili sugli abitanti della palazzina per conto del Ministero che provvederà, una volta ottenuto il nostro rapporto sulle attività sospette e fraudolente, ad inviare una pattuglia di agenti dal pugno estremamente duro, i quali procederanno all’immediato arresto del criminale di turno.

Sarà nostro compito stilare dei profili sui condomini facendo presente ogni loro abitudine, ma ci sarà anche permesso di ricattare i poveretti costringendoli a pagare per il nostro silenzio. Gli inquilini, però, hanno anche delle loro necessità e noi, in quanto custodi del palazzo, avremo la possibilità di scegliere se aiutare o meno queste persone.

Potrebbero chiederci di aiutarli a trovare una compagna, piuttosto che aiutarli a recuperare un documento per loro di vitale importanza. Ogni elemento potrà aiutarci a risolvere le varie quest (missioni, se preferite) presenti in Beholder, arrivando persino ad approfittare delle professioni o delle “debolezze” di alcuni di loro.

Ci troviamo, per esempio, a dover recuperare del whiskey da consegnare ad un vecchio di nome Mark Ranek che lavora nell'Archivio di Stato, nel tentativo di ottenere un prezioso documento - menzionato poco fa - utile a tal Klaus Shimmer per non essere sfrattato. Questo, naturalmente a nostra totale discrezione poiché possiamo anche, più semplicemente, incastrare il signor Shimmer e costringerlo quindi a lasciare la propria abitazione.

Come se non bastasse avremo a che fare anche con le necessità della nostra famiglia. La moglie Anna ed i figli Patrick, alle prese con gli studi universitari e Martha, una bambina che fin troppo presto si rivelerà gravemente malata e che sente da subito il peso della solitudine a cui è costretta. Bollette, spese scolastiche, soldi utili alle cure di Martha e quant'altro, ci spingeranno ben presto a dover fare i conti con la nostra coscienza, decidendo se aiutare in tutto i nostri inquilini o se venderli allo Stato, senza dimenticare la possibilità di arrivare addirittura a ricattarli per fare cassa e coprire le esigenze della nostra lamentosa famiglia.

Beholder, dove la privacy non esiste
Curiosità

Alawar Entertainment è stata fondata nel 1999, si è dedicata allo sviluppo, pubblicazione e distribuzioni di giochi tipicamente definiti casual. La compagnia ha rilasciato oltre 350 titoli fra cui importanti brand come "Farm Frenzy" e "The Treasures of Montezuma," su oltre 15 piattaforme diverse. Beholder si trova sotto la loro "ala protettrice".

Warm Lamp Games nasce invece nel 2015; è uno studio di sviluppo composto da sviluppatori professionisti con una vasta esperienza nella creazione di prodotti di successo per il mercato casual games. Beholder è il videogioco sognato dall'intero team, dove è stata gettata "anima e cuore".


Videogiocatori spudorati o benpensati?

Al completamento di ogni obbiettivo veniamo ricompensati con moneta sonante e con punti reputazione che ci servono, rispettivamente, per poter acquistare telecamere, attrezzatura per piccole riparazioni o per persuadere i vari NPC (Non Playable Character – Personaggi non giocabili) a collaborare o meno con noi ed il nostro operato. Dovremo inoltre ristrutturare l'appartamento eventualmente liberato da vecchi inquilini e cercarne di nuovi, garantendoci così entrate e soluzioni alle richieste del Ministero.

Interagire il più possibile con i vari personaggi ed indagare sulle loro abitudini e desideri, intrecciando sempre più il destino di tutti, sarà fondamentale, portandoci man mano a capire quanto ogni storia può avere diversi risvolti, influendo direttamente sulla storia del nostro amico spione. La cupa atmosfera presente in questo titolo ed il comparto audio, seppur limitato e ripetitivo, svolgono bene il proprio lavoro, amalgamandosi per far leva sulla volontà di esprimere chiusura mentale e sospetto.

Graficamente si tratta di un gioco molto ispirato e l'utilizzo di “ombre” invece di personaggi ben delineati e particolareggiati, aiuta anche in questo caso nel rimarcare un'ambientazione dove il sospetto verso tutto e tutti incoraggia la curiosità. Quello che purtroppo e venuto a galla iniziando più volte il gioco è la mancanza di una certa randomizzazione delle quest. E’ si, possibile scegliere diversi caratteri e comportamenti, ma ci si ritrova ad affrontare sempre, prima o poi, le stesse situazioni di gioco.

La possibilità di trovarsi ogni volta delle situazioni completamente differenti sarebbe stato sicuramente più apprezzabile, ma nonostante questo, il gioco risulta davvero ben fatto e ben strutturato. Il livello di difficoltà è elevato nonostante vi siano due soluzioni di gioco: una di apprendimento, in cui spese e guadagni sono più sostenibili, e una in cui bisogna davvero impegnarsi per progredire. Il fallimento è, infatti, sempre dietro l'angolo!

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Commento Finale

Beholder è un titolo davvero ben fatto e di grande atmosfera, cupo e cattivo... politicamente scorretto con, purtroppo, qualche piccola pecca che potrebbe non invogliare al restart per scoprire gli effetti di nuove decisioni. Nonostante questo, la realizzazione del titolo è di buon livello e la giocabilità si è dimostrata più che buona, anche se, purtroppo, manca la localizzazione per la lingua italiana. Il prezzo di Beholder su Steam è decisamente accattivante e trovandoci di fronte ad un’esperienza di gioco particolarmente “atipica”, il consiglio per l’acquisto è proprio qui, dietro l’angolo… no, tranquilli, non vi sto raggirando per farvi pestare dalla polizia… occhi aperti!

Voto Globale
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Lian Underwood