The legend of Zelda: Breath of the Wild - Cosa ci aspetta?
Anteprima

The legend of Zelda: Breath of the Wild - Cosa ci aspetta?

Il mondo di Zelda si sta per accostare a quell'idea da sempre ambita, ma mai raggiunta per questioni tecniche. Nintendo si prepara a rivoluzionare il genere degli open world. Ce la farà?

Aonuma presenta Zelda breath of the wild
Visto? Ci rivediamo a dicembre

Sono passati ben più di 2 anni da quando Eiji Anouma, produttore della serie The legend of Zelda, con uno schiocco di dita mostrò al pubblico quel mondo vasto e vivo che ha assunto il nome di The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Da quel momento in poi, Nintendo ha schierato in campo quel particolare silenzio che ha contraddistinto anche sua maestà The Legend of Zelda: Ocarina of Time, vacillando sul periodo di lancio, non mostrando nuovi contenuti, non parlando degli aspetti innovativi che avrebbero reso questa nuova avventura una pietra miliare per il genere. Dopo i VGA del 2014 e la demo giocabile, Breath of the Wild è sparito dai radar.

Miyamoto e Aonuma mostrano Zelda Breath of the Wild
Anouma: "AHAHAH gli ho detto che sarà pronto
per il 2015"
Miyamoto : "AHAHAH sei proprio un gran burlone"

I Ninja Nintendo però, dopo avergli fatto la permanente, lo hanno liberato e quest anno, l' Eroe con la Tunica verde (?!) è tornato a far sognare i possessori di Wii U e non solo, mostrano al pubblico un concept rinnovato, ma allo stesso tempo fedele allo spirito dei primissimi capitoli della saga. La Demo mostrata ricopre una minima parte del gioco, tuttavia è stato possibile cogliere molte delle novità implementate in questo nuovo e coraggioso capitolo, che vi descriveremo di seguito.


Link Sveglia!


Il nostro eroe, percependo un sussurro provenire da una voce misteriosa, si risveglia dopo un sonno durato ben 100 anni e si ritrova in una Hyrule diversa, una Hyrule ormai devastata e "divorata" dalla natura, popolata da numerose creature e sopratutto da misteriose macchine. Rimane ben poco della civiltà umana, salvo qualche edificio in rovina e un anziano con il mantello scuro che ci informa sulla presenza di alcune torri nascoste nel sottosuolo. Solo Link può farle riemergere, ma come?
 Una volta svolto il compito affidatoci dall'anziano veniamo a scoprire che tale devastazione è dovuta ad una entità oscura chiamata Calamity Ganon, entità che sorge dalle fondamenta del castello di Hyrule e lo avvolge con la sua temibile oscurità.


L'obbiettivo diventa così ben chiaro, dobbiamo salvare il mondo prima che il Calamity Ganon riprenda le forze e distrugga tutto il mondo, ma per farlo dovremo viaggiare per un mondo estremamente esteso e fantastico.

Il primo impatto con di Hyrule è incredibile, ci si ritrova fin dai primi minuti di gioco in una landa immensa e con un orizzonte ricco di montagne, colline, pianure e fiumi, perfettamente raggiungibili, capaci di scaturire nel videogiocatore un dubbio quasi amletico: “E mo, dove vado?”. Dubbio che si è già presentato nella testa di quei barbuti, stantii e vecchi videogiocatori, nel momento in cui inserirono quel cartuccione d'orata del primo The Legend of Zelda su NES.

Link, immaginato in un'illustrazione degli anni '80
Link, come possiamo giocarlo oggi

 

Se vi fosse sfuggito poco sopra, va ribadito: The Legend of Zelda: Breath of the Wild è completamente esplorabile in lungo e in largo, ma sopratutto in alto. Ebbene si, una delle grandi novità introdotte da questo nuovo Zelda è la possibilità di arrampicarsi su ogni genere di altura, che sia un albero, un masso o addirittura una montagna; non fa differenza. Con la dovuta quantità di stamina, il nostro Link può arrivare praticamente ovunque e ciò non fa altro che elevare il concetto di esplorazione.

Concetto rafforzato ancor di più dalle tantissime possibilità di interazione con il mondo di gioco. Il nostro Link infatti potrà far rotolare massi addosso ai nemici, tagliare alberi per creare dei ponti tra un altura e l’altra, utilizzare delle abilità utili a congelare l’acqua o ad attirare delle travi di metallo per raggiungere punti prima inaccessibili, tutte azioni che donano una libertà mai vista prima in un open world.

Breath of the hunter. Fino ad ora abbiamo parlato principalmente del mondo di gioco, di quanto esso sia vasto ed esplorabile, soffermandoci sulle possibilità di interazione con il mondo stesso, tuttavia non dobbiamo dimenticarci che stiamo controllando un Link che si è appena risvegliato in un mondo post apocalittico dopo un sonno di 100 anni, un Link che si ritrova ad affrontare la natura con le sue sole forze ed ecco che entra in gioco un altra delle novità introdotte in questo nuovo capitolo, la sopravvivenza.

Il nostro alter ego infatti dovrà procurarsi armi per difendersi dai mostri, cacciare animali selvatici per ottenere del cibo, fondamentale per aumentare la nostra salute e sopratutto, trovare dell’equipaggiamento che lo protegga dalle diverse temperature presenti in alcune aree del gioco, dato che in base alla temperatura e in assenza di un equipaggiamento adeguato potremo subire dei malus molto fastidiosi come l’abbassamento della difesa o della stamina. In parole povere sarà sempre premura del videogiocatore mantenere in forze Link e prepararlo al meglio prima di addentrarsi in determinate zone.

Il combattimento è sempre stato una costante della saga di Zelda, tuttavia con il passare degli anni e più precisamente dall'implementazione dello “Z targeting” di Ocarina of Time i combattimenti sono diventati più complessi, bisognava studiare l’avversario e capire in che momento ci si deve difendere da un eventuale attacco o attaccare.

Qui il combat system è stato ridefinito ancora di più grazie ad un sistema di parry più immediato e sopratutto grazie all’implementazione di una grande varietà di armi, ognuna con un suo moveset e delle sue caratteristiche che donano ulteriore varietà al combattimento, si potranno usare spade a una mano, spade a due mani, lance, asce, frecce esplosive e perché no, anche cosciotti di maiale e braccia scheletriche (così giusto per i palati più fini), inoltre l’interazione con il mondo di gioco permette di approcciarsi al nemico in maniera del tutto stealth, offrendo la possibilità di eliminare i nemici senza entrarci in conflitto diretto, cosa molto utile vista la presenza di creature che possono farci fuori con pochissimi colpi, se non addirittura con un colpo solo.

I dungeon. Come da tradizione anche in questo capitolo ci saranno i dungeon, ma stavolta il numero di dungeon è parecchio più alto rispetto agli standard a cui siamo abituati, infatti oltre ai templi principali ci si potrà imbattere in un gran numero di minidungeon chiamati “Santuari”. Si parla di un centinaio di mini labirinti sparsi nella mappa di gioco, caratterizzati dall'assenza di nemici, ma utili per mettere alla prova Link ed il nostro ingegno attraverso degli enigmi ambientali; il completamento di questi dungeon permette di rievere delle ricompense non ottenibili nel mondo aperto, il che rappresenta un incentivo in più per il giocatore ed esplorare la mappa in tutta la sua ampiezza.


Cosa dobbiamo aspettarci

Ci ritroviamo di fronte ad una vera e propria modernizzazione del brand, tante novità di peso, ma nonostante questo, il gioco riesce a mantenere quello spirito avventuroso che ha da sempre accompagnato ogni capitolo di Zelda. I richiami ai primissimi e leggendari capitoli si fanno sentire prepotentemente anche in termini di difficoltà e nonostante qualche piccolo difetto tecnico, ci troviamo di fronte ad una direzione artistica notevole, che non sfigura con le produzioni odierne.

L’impressione che da questo progetto è quella di uno Zelda pieno di ambizione e di coraggio, che può veramente imporsi in un mercato ormai saturo di titoli open world e che può dare una grande dimostrazione del fatto che Nintendo, riesce ancora oggi a stupire come pochi.


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