Onore a te Wii U, un caro saluto fra amore e odio
Onore a te Wii U, un caro saluto fra amore e odio
Storia di una console

Onore a te Wii U, un caro saluto fra amore e odio

Ripercorriamo la vita di una console nata sotto la stella sbagliata, non senza le colpe di chi l'ha concepita



Ehi voi, conoscete Wii U? Come? Non sapete cos'è? Beh, difficile darvi torto in effetti.

E' passato circa un mese dal lancio di Switch, la nuova console casalinga di Nintendo. Lo stesso periodo di tempo in cui è stato rilasciato un capolavoro di gioco qual’è The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Molti videogiocatori nel mondo stanno giocando questa nuova pietra miliare su Nintendo Switch, mentre alcuni hanno deciso di vivere questa avventura su Wii U, la vecchia, penultima e bistrattata console della casa di Kyoto, facendone - fra l'altro - rialzare le vendite nei vari mercati.

Ora, non è mia intenzione parlare delle differenze tra l’una e l’altra versione del suddetto gioco, che potrebbe riassumersi semplicmente in: è lo stesso titolo, ma è bene far notare a chi può essere sfuggita tale notizia, che quest'ultimo Zelda rappresenta di fatto il canto del cigno di quella che, probabilmente, è stata la console meno capita e quindi supportata, della grande N, assieme al Virtual Boy.

Nonostante il mancato supporto, la console ha fatto sfoggio di una qualità di titoli veramente importante, permettendosi fra l'altro il lusso di godere di una line-up decisamente migliore della concorrenza per almeno i primi 2 o 3 anni di vita, seppur la quantità di giochi non fosse proprio stellare ed i titoli terze parti in uscita tardiva o nulla. Se pensate sia il solo problema che ha afflitto la console, beh... vi sbagliate di grosso. Leggete pure l'articolo e ne scoprirete delle belle.


Onore a te Wii U, un caro saluto fra amore e odio

Comunicazione mai centrata

Qualcuno di voi ricorda la goffa presentazione di Wii U durante l’E3 2011? Solo io notai che l'unica cosa chiara, era una Nintendo che non sapeva di preciso come presentare la nuova piattaforma casalinga? Non credo.

Ragazzi, siamo seri. Era un momento decisivo o forse, sarebbe meglio definirlo IL MOMENTO. Si stava sancendo il passaggio di testimone da Wii, una console che vendette oltre 100 milioni di esemplari, al suo successore. Si può obiettare quanto si vuole sulla qualità generale dei prodotti usciti per Nintendo Wii, ma a livello di vendite, Satoru Iwata (buonanotte Maestro n.d.R) e soci macinavano numeri da record! Numeri che facevano ben sperare in quella che sarebbe dovuta essere l’erede della rinascita di Nintendo.

Addirittura ricordo di aver pensato alle interessanti possibilità sull'utilizzo dei motion controller di Wii, applicati su una macchina dalla potenza computazionale di PlayStation 3, contando molto sul successore di quella piccola macchina squadrata macina soldi. Inutile dire che rimasi piacevolmente colpito da quello che vidi durante quel lontano E3 2011. Però, mmm...però...

Intanto il nome. Wii U. Ma perché non chiamarla direttamente Wii2? Tanto facile da inculcare nella mente al popolo casual che Nintendo era riuscita ad acquistare? Sarebbe davvero stato molto più semplice. Puoi vendere la stessa macchina con un fanalino in più solo dando al nome della suddetta l’appellativo "2", no. Nintendo decise per Wii U. Ok, accettiamo la cosa e mandiamo giù il boccone, ma almeno diamo potenza a questa macchina in modo che anche il più casual degli acquirenti possa capire quanto di diverso ci sia rispetto alla precedente! No.

Facciamo una console di poco superiore a PS3 sapendo che ad un anno di distanza PS4 sarà lanciata come la piattaforma più avanzata del mercato. Vabbe’... aspettiamo di metterci mano sopra ed ecco che le cose cambiano.

Partendo da ZombiU le cose avrebbero davvero potuto cambiare. Ecco che quella padella enorme che era il controller Wii U (famigerato Wii U GamePad) trova una sua posizione nell’Universo. La possibilità di controllare la mappa in real time, ovvero senza che il gioco vada in pausa mentre si rovista nello zaino, costringendo di fatto il giocatore a togliere lo sguardo dallo schermo della tv per “guardare nello zaino” che ha la forma del “paddone” di Wii U mentre, così facendo, si rimane alla mercè di chiunque... è qualcosa che funziona davvero! Come spesso accade nella realtà, il giocatore si trova più debole nel momento in cui cerca di essere più forte! Questo era un esempio fantastico di cosa poteva offrire Wii U. Questo era il solco che Ubisoft con i suoi videogiochi stava tracciando con Wii U. Già... peccato che Nintendo questa traccia, in fondo, non l’abbia mai seguita. O almeno non in toto.


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Salviamo il salvabile

Malgrado tutto, Wii U i suoi momenti li ha avuti. Eccome se li ha avuti! Come quantità di titoli esclusivi e di qualità, questa bistrattata console ha dato le piste a PlayStation 4 e Xbox One per un bel po’ di tempo. Titoli come il succitato ZombiU (divenuto però poi multipiattaforma ma solo dopo molto tempo), Rayman Legends che su Wii U ha fatto sfoggia della sua forma migliore grazie ad un uso intelligente del paddone, Mario Kart 8 che con i suoi tracciati, i DLC, la quantità di personaggi e vetture e soprattutto della gravità e il Mario Kart definitivo, l’ottimo Super Mario 3D World che forse non sarà stato al livello dei Galaxy ma rimane inequivocabilmente un prodotto di ottima fattura (ma poi quanto era bello il costume da gatto?), il lanoso, rilassante e visivamente splendido Yoshi’s Woolly World, il mastodontico Xenoblade Chronicles X con quel capolavoro di ispirazione e design che è Mira con tutta la sua fauna che già da solo potrebbe valere l’acquisto della console. Già solo questi potrebbero bastare ma ci sono ancora il divertente e punitivo Donkey Kong Tropical Freeze, il freneticamente perfetto Bayonetta 2 o quel geniale The Wonderful 101, passando per il poetico Pikmin 3...e non vogliamo parlare di Splatoon? Gioco che ha saputo spodestare l'attenzione di molti dal trono detenuto da titoli come Call of Duty e Battlefield?

WiiU è stata anche una buona casa per molti sviluppatori Indie ed anche in questo caso, le perle non si contano. Una su tutte UnEpic, gioco spagnolo sviluppato da una sola persona e che fa della sua natura RPG, della sua mappa in stile Metroidvania e della forte ironia il suo punto forte? Il paddone anche in questo caso era perfetto per garantire un gameplay fluido ed immersivo.

Ma allora perché Wii U non ha avuto il successo che meritava? Perché nonostante tutta la qualità dei titoli sopra menzionati Nintendo non è riuscita a spingere come si deve la propria macchina?

In parte ho già risposto prima, ma bisogna aggiungere anche che Nintendo si è trovata di colpo in un mondo che non le apparteneva più a causa di questa risoluzione HD che ha davvero fatto fatica a fare propria, complice l'astrusa architettura e componentistica scelta per l'hardware della console. Questo ha portato a tempi di sviluppo di molto dilatati e di conseguenza, a buchi veri e propri della line-up in cui era difficile trovare nuovi videogiochi da acquistare. Mesi di attesa per giocare un titolo.

Nel frattempo le terze parti avevano iniziato a snobbare Wii U dati i pessimi risultati di vendita dei loro porting. Ma anche qui c’è da dire qualcosa a riguardo: come pretendi di vendere bene un Assassin’s Creed 3 o un Batman Arkham City se li piazzi sì al lancio di una console, ma quando sono comunque titoli vecchi di almeno un anno? Pochissimi giocatori possono non aver giocato ad uno dei titoli e già questo porta a non potersi aspettare chissà quali vendite.

Aggiungiamoci poi che all’epoca dell’uscita della console, i porting si potevano trovare tranquillamente almeno alla metà del prezzo su altri lidi ed ecco che le vendite si abbassano ulteriormente e qui si torna, di nuovo, ai mesi di magra in cui non vi era nulla da giocare. Meno male che ci pensavano i piccoli sviluppatori Indie a proporre giochi alle volte davvero notevoli... ma alla massa, purtroppo, gli indie difficilmente interessano.

Nintendo non ha poi creduto molto nel progetto Wii U forse anche per via di quello che doveva essere il suo punto forte: la particolarità del suo GamePad. Il paddone infatti ha spesso trovato modi più intuitivi ed efficienti di essere usato proprio da chi ha poi in fretta abbandonato la nave Nintendo. l’Off-Screen potenzialmente era fantastico. Poter giocare mentre la TV sta per essere occupata da un familiare erà già al tempo concettualmente vincente come idea. Giocare al caldo nel letto nelle notti invernali o sul balcone al fresco delle notti estive era un sogno che si avverava! E invece? Invece bastava fare pochi passi per perdere il segnale tra paddone e console.

Forse un compromesso estremo è stato quello di ritrovarsi fra le mani un controller un po’ troppo grande e leggermente scomodo. Situazione aggravata dalla risoluzione video non proprio eccelsa che minava fortemente l'esperienza Off-Screen in giochi come Xenoblade Chronicles X, nel quale le scritte risultavano presssoché illegibili.

Un marketing praticamente assente ha poi dato il colpo di grazia alla vita di una console nata anche in un periodo in cui Nintendo tutta, stava soffrendo per la malattia di chi era al timone della compagnia. Per farla breve, Nintendo si è ritrovata in pochissimi anni a dover gestire una situazione generale che neppure una delle fatine di Link, avrebbe potuto salvare.

WiiU ha avuto una vita ed un parto travagliati. Ha dovuto affrontare con coraggio momenti di vacche magre ed altri in cui queste erano legermente in salute. Per chi ha vissuto in prima persona l’epopea di questa console, sa che rimarrà soltanto un contenitore di lacrime amare tanto quanto di divertimento, meraviglia e stupore. Nonostante questo, WiiU è sicuramente una console che oggi può valere l’acquisto per la quantità di titoli di elevata qualità disponibili, quella qualità che solo Nintendo ha saputo costantemente mantenere negli anni e poi, vuoi mettere l'imperdibile fascino del collezionismo?






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