Nintendo Switch, lo abbiamo provato a Milano
Nintendo Switch Showcase

Nintendo Switch, lo abbiamo provato a Milano

Ecco cosa abbiamo scoperto con il test della console e le periferiche che ne accompagneranno il lancio sul mercato

La nottata insonne del 13 gennaio scorso, passata ad attendere l'avvio della presentazione di Nintendo Switch, ci aveva lasciato leggermente confusi e con un pizzico di amaro in bocca, ma con un'unica certezza a cui aggrapparsi. Sapevamo che da li a poco, Nintendo Italia ci avrebbe permesso di toccare con mano la nuova console prima dell'avvenuta commercializzazione.

Così è stato: appuntamento fissato per la tarda mattinata del 28 gennaio in un'esclusiva location quel di Milano. La signora che lavora per Google Maps ci segnala l’arrivo; varchiamo il cancello mentre i passi si fanno sempre più pesanti e le gambe leggermente più molli per la tensione. Siamo di fronte l’entrata dell’edificio: botta di adrenalina che neanche Rocky mentre cerca Adriana. Le palpitazioni crescono e il cuore sembra uscire dal petto. No, non è un'infarto... che fortuna! Ansia, sudore, un groppo alla gola. Attendiamo il nostro turno, ma non possiamo fare a meno di fare una semplice domanda ad uno dei promoter che presidiano l’evento: “Mi scusi buon uomo… dove posso trovare un bagno?” chiede con le gambe ben strette Alessandro. “Da quella parte, l’accompagno” risponde il ragazzo. Emozione.


Primo contatto

Finito il "dovuto" e percorso il Red Carpet tra giochi d’acqua, cascate artificiali e Superman intento a salvare Lois Lane come nel fantastico film a fine anni '70, scopriamo essere appena entrati nel salotto Nintendo, l’anticamera che preannuncia la perdizione dei sensi e l’ingresso nel magico mondo di Switch. Ad accoglierci, oltre ad una ragazza davvero molto carina e simpatica, vi è anche il penetrante logo rosso simbolo di Switch, dalla dimensione a dir poco prepotente. Veniamo incoraggiati, quasi controvoglia (si, come no…), a provare i vari videogiochi che compongono la finestra di lancio della console, partendo da quello che, giustamente, pare essere il titolo simbolo della filosofia su cui fa leva la nuova console di Nintendo: 1-2-Switch. A questo titolo, descritto nella breve anteprima a questo indirizzo (le anteprime saranno presto online - ndR), sono seguiti dei test con ARMS, Mario Kart 8 Deluxe, Splatoon 2, Bomberman e Zelda.

Ma torniamo a focalizzarci sulle impressioni date dalla console partendo dal suo fulcro: i due Joy-Con, i quali secondo fonti non confermate, sembrano esser stati realizzati con tecnologia Stark e alimentati dal famoso reattore Arc, restano un vero mistero ben celato dal Generale Nick Fury. L’estrema e incredibile leggerezza di questi dispositivi, è supportata da dimensioni contenute, una buona ergonomia e una solidità inaspettata, tanto da riuscire ad offrire un feedback decisamente positivo e confortevole all’utilizzatore di turno. Qualche problemino, risolto con un po’ di pratica e confidenza con il nuovo dispositivo, è stato riscontrato in alcuni frangenti e tipologie di approccio al videogioco, come ad esempio alcuni minigiochi di 1-2 Switch e ARMS, dove impugnando i controller con l’intero palmo della mano, sono risultati leggermente “ingombranti” o lievemente scomodi, i tasti di azione principali.

Categoricamente smentita la deriva dal famoso progetto Vitality Sensor - a malincuore per il povero Federico che ci ha seguiti spiritualmente - apparso mesi fa nelle descrizioni del brevetto registrato da Nintendo su Switch. Confermata, come già era noto, la presenza del sensore NFC e della Camera IR (infrarossi) in quello destro, nonché la presenza della nuova tecnologia Rumble HD in entrambi i terminali. Come suggerito da chi ha potuto provarla prima di noi, la plastica che va ad incastrarsi nel carrello scorrevole della console e molto resistente e a prova di usura. Il vecchio pulsante rosso (no, non quello dell‘autodistruzione) che serviva per sincronizzare i Wii Remote al Wii e al Wii U, è stato sostituito dal singolo tasto centrale disposto nella parte interna di ogni Joy-Con, permettendo una sincronizzazione con la console in maniera molto più veloce e intuitiva fino a 8 controller per dispositivo.

Resta qualche dubbio sul posizionamento della leva analogica destra rispetto i tasti di azione principali, forse più per abitudine di l’utilizzo con altri controller. La versione colorata dei due Joy-Con pare essere maggiormente soggetta a sporcarsi rispetto alla controparte grigia, ma il colore fluo resta decisamente più accattivante per il giocatore modaliolo, quello che non deve chiedere, mai.

Nintendo Switch, lo abbiamo provato a Milano

Miwa! Lanciami i componenti!

Nella parte centrale del dispositivo si trova il cuore pulsante di Nintendo Switch. Il display oleofobico da 6,2 pollici si fa notare subito per l’altissima qualità, nonostante disponga di una risoluzione massima di 720P (1280 pixel per 720 pixel). Nella configurazione mobile, lo schermo si attiva automaticamente mettendo in mostra un’ottima saturazione dei colori e una buona illuminazione, cosa che si è fatta notare maggiormente a causa della pessima scelta delle TV utilizzate da Nintendo per lo showcase, dove i pannelli Samsung 4K stranamente impastavano e sgranavano le immagini soprattutto in titoli colorati come Splatoon 2.

La console ha un peso importante per la sue dimensioni; un aspetto da non intendere come negativo, ma che anzi, dona una buona sensazione di solidità, così come i materiali utilizzati che spiccano per qualità e robustezza. La guida in metallo in cui è possibile alloggiare i due Joy-Con offre resistenza e solidità all’intero device. A detta del rappresentante Nintendo, non è soggetta al deterioramento della smaltatura. Un leggero surriscaldamento delle varie console in prova era percepibile nella parte inferiore, causato con molta probabilità dall’alimentazione continua con cui erano equipaggiati i device.

Anche il Joy-Grip faceva la sua bella comparsa presso i vari stand, con il suo corpo in plastica che permette di assemblare un simil controller tradizionale agganciandovi i due Joy-Con lateralmente. Come spiegato durante la presentazione di Nintendo Switch, questo grip è sprovvisto di porta per la ricarica delle batterie dei Joy-Con, cosa che è invece presente nel Grip-Charger venduto separatamente. Resta comunque una buona soluzione per chi desidera un’esperienza di gioco maggiormente casalinga con Switch e non sia intenzionato a prendere in prima battuta un Pro Controller, nonostante la difficoltà di raggiungere i tasti “+” e “-“ posti nella parte alta dei due Joy-Con.

Per i videogiocatori più esigenti è comunque consigliabile l’acquisto del Pro Controller di Switch. Questo vanta un’eccellente ergonomia, un design molto piacevole alla vista e una colorazione semi-trasparente delle plastiche che fa molto chic. I tasti sono tutti facilmente raggiungibili, gli analogici hanno una corsa adeguata rispetto a quella più breve dei Joy-Con, con i quali condivide la stessa vibrazione HD, i sensori di movimento, il sensore NFC e una presa USB-C per al ricarica. Si presenta solido, ben costruito e dal peso ben equilibrato. Forse, la soluzione migliore per giocare con Nintendo Switch in casa e senza compromessi.

Veniamo ora alla vera rivoluzione. Quella che permette di sbloccare tutta la reale potenza della console. Ciò che permette la magia: lo stand di ricarica o Dock. Ebbene si, si tratta né più, né meno, di un pezzo di plastica. Esatto, quello che molti ipotizzavano nascondere chissà quale tecnologia ad induzione, chissà quale ventola e chissà quanti nano-giapponesi intenti a correre come criceti per aumentare la capacità computazionale della nuova ammiraglia Nintendo, è in realtà un semplice pezzo di plastica con uno sportello posteriore che una volta aperto, rivela la presenza di un connettore HDMI da collegare alla TV, una presa USB 3.0 (al momento 2.0 ma successivamente verrà tramutata in 3.0 tramite aggiornamento software) ed una presa USB-C utile alla connessione dell’alimentatore. Lo Sportello, tra l’altro, non ha dato segnali di particolare robustezza, ma è anche vero che lo si aprirà soltanto nel caso in cui si deciderà di collegare o scollegare la cavetteria. La Dock, quindi, è un semplice stand per connettere correttamente Switch alla TV e alimentarlo, permettendogli così di far girare la propria circuiteria al massimo delle possibilità. La scoperta, in realtà avvenuta tempo fa, ci ha lasciato con una sensazione comunque “strana”... la stessa che si prova quando si scopre il trucco di un mago che durante l’esibizione lascia tutti a bocca aperta, per poi carpirne le dinamiche e la realtà estremamente “semplice” del trucco stesso, con la più ovvia delle soluzioni. Un bel pezzo di design. Di plastica, è giusto ribadirlo, fortunatamente contenuto nella confezione.

“Switchare” tra console e TV è praticamente immediato e avviene dopo un solo secondo dalla connessione o disconnessione del dispositivo; il gioco sarà istantaneamente “freezzato” e si potrà riprendere la partita semplicemente premendo i tasti "L" e "R" sul controller che si vuole utilizzare. Tentando di fare il nostro lavoro, abbiamo posto alcune domande sulla misteriosa infrastruttura online che dovrebbe far da contorno a Nintendo Switch nei prossimi mesi e, rispetto alla confusione generale creatasi durante le prime battute a ridosso della presentazione della console, siamo riusciti a fare un minimo di chiarezza sull’avvio del servizio e la sua fruibilità.

Al contrario di quanto inizialmente ipotizzato da alcuni, l’applicazione per dispositivi Smart non necessiterà di un ulteriore pagamento per funzionare, ma sarà fruibile da chiunque abbia pagato l'abbonamento che, ricordiamo, sarà gratuito fino all’autunno. Fino ad allora, le funzioni online resteranno liberamente utilizzabili e la suddetta app, sarà verosimilmente disponibile fin dall’uscita di Mario Kart 8 Deluxe, primo titolo a farne utilizzo.

Confermato inoltre che i titoli acquistati su Switch tramite Nintendo eShop non saranno più legati alla console, ma all'account, quindi ipoteticamente trasportabili sulle future piattaforme senza pagare per riaverli. Questa possibilità non sembra retroattiva con i titoli acquistati in digitale su Wii U, ma su questo aspetto potrà fare chiarezza solo Nintendo durante le prossime settimane. L'utilizzo di auricolari Bluetooth, al momento pare essere sconosciuta anche a Nintendo Italia stessa. Sul web sono apparsi alcuni Headset compatibili con Nintendo Switch, ma il loro collegamento e funzionalità resta un vero mistero.

Arrivati a questo punto, le due ore a nostra disposizione sono scadute. Lo showcase si svuota velocemente e a noi rimane il rammarico di non aver potuto provare tutto quello che avremmo voluto a causa del tempo tiranno. Quel che abbiamo comunque capito durante questo evento è che Nintendo Switch nasce con maggior convinzione rispetto a WiiU e un target finalmente ben definito. Con questa esperienza abbiamo inoltre capito che qualcuno di noi è nato per mungere mucche, detenendo l’attuale record mondiale di mungitura! Ma questa…è un’altra storia.

di Lian Underwood e Alessandro "Smazzo" Mazzon

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