I segreti di Nintendo Switch svelati attraverso un corposo brevetto
Analisi

I segreti di Nintendo Switch svelati attraverso un corposo brevetto

Sensori di movimento, touch screen, realtà virtuale, vitality sensor e molte altre funzioni apparentemente nascoste, sono apparse in un documento estremamente dettagliato

Iniziamo questo articolo con un'importante premessa: l’analisi sulle caratteristiche di Nintendo Switch che segue, fa esclusivamente fede al patent reperibile presso l’organo competente in materia e di conseguenza, potrebbero racchiudere caratteristiche non disponibili sulla forma finale della piattaforma in oggetto o addirittura, sulle piattaforme future di Nintendo. Tutto chiaro? Ok, possiamo partire.

Non sono state poche le congetture a cui il popolo del web ha dato vita a seguito del teaser trailer che ha accompagnato la presentazione concettuale di Nintendo Switch lo scorso ottobre. Si è parlato e ipotizzato di tutto, nonostante le voci di corridoio continuino a concentrarsi quasi completamente sulle prestazioni hardware che, nel migliore dei casi (esageriamo), potranno avvicinarsi - e non eguagliare - a quelle di Xbox One. In tutto questo, dove sono finite quelle particolari features di cui si è tanto discusso nei mesi scorsi riferite al gimmick? Possibile ci siano solo due mini controller sganciabili e utilizzabili per sessioni multigiocatore?

La risposta è no, ovviamente. Stiamo parlando di Nintendo e di un progetto che è partito con la genialità e la fantasia del mai dimenticato Satoru Iwata, Presidente Nintendo venuto a mancare lo scorso luglio 2015. Rösti, utente del forum di discussione NeoGAF, ha rintracciato un brevetto registrato da Nintendo in cui si mette a nudo quello che sembra essere a tutti gli effetti quel Nintendo Switch mostrato nel video teaser ufficiale.

Noi di gamegurus.it abbiamo quindi preso questo brevetto, letto in ogni sua parte per diverse ore e confrontato con le informazioni precedentemente rilasciate da fonti affidabili o accreditate. A quel punto la nebbia si è parzialmente dissipata e il minuzioso sbobinamento - avvenuto frame dopo frame, va detto - del video pubblicato da Nintendo, ha portato i giusti frutti e qualche sorpresa.

I segreti di Nintendo Switch svelati attraverso un corposo brevetto

Nintendo Switch “Unboxing”

Fra le oltre 50 illustrazioni fornite col patent segnalato poco sopra, abbiamo scelto di soffermarci solamente su quelle più significative e utili a noi videogiocatori. Siamo quindi partiti dalla figura numero 3 che mostra il Device nella sua interezza e ne descrive le componenti visibili esternamente.

Nonostante fosse stato ampiamente discusso e abbondantemente ipotizzabile, l’illustrazione evidenzia la presenza di un display touch screen nei punti 12 e 13, suddivisi per l’ipotesi in cui si voglia fornire il dispositivo di uno schermo capacitivo o resistivo. I punti 11a e 11b indicano invece gli speakers (casse audio), mentre il punto 14 non è altro che un sensore di luce ambientale, utile a regolare automaticamente l’illuminazione dello schermo e forse, anche per adempire ad altre funzioni minori come lo spegnimento dello schermo quando si trova in modalità Dock (connesso alla base di ricarica e invio segnale alla TV).

Il punto 11c mostra la già evidente funzione di dissipare il calore generato dal chipset della console, spingendo il flusso di aria calda verso l’esterno ed è presumibile che proprio sotto di esso, sia presente una ventola che ne aiuti la fuoriuscita. Sapete quel ronzio che gli informatori di Eurogamer descrissero prima della presentazione ufficiale della macchina? Ecco, ci siamo capiti.

Il numero 23 indica il lettore di cartucce (videogiochi) che ormai tutti conosciamo e che sembra somigliare a quello di Nintendo 3DS; accanto, il punto 25 si riferisce al connettore per il jack delle cuffie, il punto 28 descrive il tasto di accensione della console ed i punti 26a e 26b indicano i tasti utili al controllo del volume.Il punto 27 fornisce una descrizione delle funzionalità preposte alla presa USB di tipo C, descrivendone il caricamento della batteria e il passaggio del flusso audio e video quando la console è connessa alla Dock.

I punti 11d ci mostrano dei fori in cui l’aria entra per raffreddare il dispositivo, ma a conti fatti, sarà curioso capire come potranno essere utilizzati quando la console è posta sulla Dock ed i chip lavoreranno al massimo delle loro possibilità (utilizzando la batteria, i chip dovrebbero lavorare ad una velocità di clock ridotta). La curiosità sorge spontanea data la mancanza di prese per areazione nel modello mostrato nel video; un dettaglio ben visibile al minuto 2.27 del video ufficiale sfruttando il fermo immagine.

Al numero 29 viene descritto lo stand per mantenere eretta la console quando non si trova nella Dock, mentre viene rappresentato con il numero 24 l’alloggiamento per una seconda memoria, ad esempio di tipo SD o Micro SD Card. Uno storage aggiuntivo alla memoria interna alla console e diverso da quello principale dedicato ai videogames del punto 23, in cui sarà possibile salvare dati di vario tipo come patch, download content o giochi completi e chissà, forse anche file multimediali.


Il Vitality Sensor è vivo e vegeto

 

La figura 5 è la nostra prossima indiziata ed è dedicata principalmente ai Joy-Con, i due controller sganciabili dalla console. Questi, come qualcuno avrà già notato dal video ufficiale, presentano dei tasti dorsali quando disconnessi. Nel patent ne vengono mostrati soltanto due: uno a destra e uno a sinistra, ma dai frames del video e da alcune foto ufficiali, sembrerebbero essercene almeno 2 per lato, in una configurazione simile al Classic Controller di Wii.

Il punto 45 ci mostra la presenza di 4 led, la cui funzione – ad esempio – è quella di indicare il numero di controller associato alla console esattamente come avviene con i Wiimote di Wii (led numero 1: primo giocatore, led numero 2: secondo giocatore). Questi potrebbero anche indicare altre informazioni, magari lo stato della batteria con un semplice cambio di colore o il mancato aggancio wireless con la console. Solo Nintendo saprà dirci di più sul loro specifico utilizzo, vedremo.

Il numero 46 è invece il tasto di sincronizzazione dei controller  che, come mostrato nella figura 37, può arrivare fino a 4 Joy-Con connessi alla singola console… esattamente come il numero dei led. Il numero 42 rappresenta un connettore di scambio dati e di ricarica della batteria interna al Joy-Con. Il 41 è il sistema meccanico che fissa in tutta sicurezza i mini controller alla console, mentre il tasto di condivisione o share button, già conosciuto su PlayStation 4, è il numero 37. Gli altri sono i classici tasti o leve analogiche che non hanno certo bisogno di ulteriore spiegazione.

Malgrado le apparenze, il Joy-Con sinistro e destro non sono esattamente speculari tra loro, anzi, quello di destra è a tutti gli effetti “speciale”. Come evidenziato nella figura 6 - punto 68, presenta una camera infrarossi con funzionalità di cattura delle pulsazioni o del flusso sanguigno, quindi non un semplice puntatore IrDA come si era ipotizzato prima dell’arrivo del patent. A questo si aggiunge anche un sensore NFC per la comunicazione con appositi device e quindi amiibo, tanto per citare un esempio pratico made in Nintendo.

Di seguito, figura 31, è presente uno schema in cui vengono elencate le caratteristiche dei Joy-Con, entrambe dotate di un sistema di vibrazione con amplificazione annessa (sarà forse una sorta di force feedback? - ndR) e sensori di movimento.

Ci sono poi alcuni schemi di funzionamento molto semplici da comprendere e servono a spigare come i dispositivi (Console, Joy-Con, Dock, accessori) si comportano quando sono sganciati o connessi fra loro. Fra questi sono ben evidenti gli schemi sul funzionamento dell’estensione dei Joy-Con vista nel Video; per spiegarci meglio, è quella parte in plastica che trasforma i mini controller in un vero e proprio gamepad casalingo. Bene, questo accessorio, ma potrebbero essercene altri in futuro e di diversa forma, non fa altro che connettere i mini controller come se fossero agganciati alla console ed eventualmente alimentarli tramite connettore USB. Fine. Non esistono batterie al suo interno ed i led ben mostrati nella parte alta di questo add-on, non sono altro che una proiezione di quelli posti sui mini controller.

L’ultimo pezzo del puzzle riguarda la Dock Station. Abbiamo già compreso che attraverso il collegamento ad essa, Nintendo Switch riuscirà a far funzionare i suoi chip al massimo delle frequenze, soprattutto grazie all’aumento di energia elettrica fornito tramite la presa USB-C. Questa Dock stando al patent, permette il collegamento alla TV o monitor tramite cavo HDMI e fornisce ben 3 connettori esterni. Due di questi li abbiamo già visti e sono rappresentati dalle porte USB posizionate lateralmente. La terza è ancora un mistero, ma potrebbe essere una terza presa USB nascosta dietro la Dock o una di quelle prese proprietarie viste nel DevKit, identica alla porta di espansione del Wiimote o per facilitarci la vita, uguale al connettore del controller visto con il NES Mini. Ovviamente confidiamo anche nella possibilità che sia un ingresso RJ-45, tipico dei cavi di rete ethernet per la connessione a Internet. Ne sapremo di più solo a Gennaio.

Per concludere, ecco un altro pezzo forte. Secondo il brevetto, Nintendo Switch potrebbe anche funzionare come dispositivo per la realtà virtuale attraverso un apposito add-on nello stile del Gear VR di Samsung. Il patent è chiaro e impossibile da confondere. Anche i Joy-Con si presterebbero bene per lo scopo, ma a conti fatti, quanto potrebbe essere funzionale e paragonabile ai sistemi più costosi e prestanti sul mercato? Il brevetto c’è, la possibilità pure, ma il suo utilizzo non sembra aver convinto Nintendo a seguito di alcuni test effettuati internamente; probabilmente resterà sepolto fra le ipotesi improbabili.

Arrivati a questo punto, vi lasciamo in compagnia della galleria immagini dedicata al brevetto in questione e vi invitiamo a discuterne nel form commenti che vedete sotto. Manca poco al 13 gennaio, tenete duro!

Galleria immagini

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Federico D'Aco