Microsoft ancora lontana dal gioiello Xbox 360, la strada è tutta in salita
Microsoft ancora lontana dal gioiello Xbox 360, la strada è tutta in salita
Poca determinazione

Microsoft ancora lontana dal gioiello Xbox 360, la strada è tutta in salita

Molte le perplessità nonostante lo show di livello, la conferenza ben confezionata e pensata soprattutto per gli amanti dei video gameplay



Ho atteso a lungo l’inizio della conferenza Microsoft in occasione di questo E3 2017, evento entrato a pieno regime durante queste ultime ore. Mai avevo atteso così una conferenza del colosso Statunitense dell’informatica e soprattutto, mai, avrei pensato di chiudere il collegamento con la diretta a circa 10 minuti dal termine.

Il tempo di dare una sbirciata ad Anthem di Electronic Arts, tecnicamente divino, salutare gli amici e correre a nanna, anche piuttosto arrabbiato per le ore di sonno perse. Eppure, ad essere onesto, c’è stato più o meno tutto quello che mi aspettavo. A rovinarmi la serata è forse stato proprio questo: l’assenza di sorprese.

Osservando la conferenza dal punto di vista Microsoft e il proprio business, tutto è andato a gonfie vele, pensato con il giusto criterio da vero colosso di livello mondiale; l’accostare il brand Xbox al mondo PC, consacrandolo con la forte coesione dei titoli cross-platform, è assolutamente la cosa che andava fatta.

Allontanandomi un po’ e piazzandomi alla giusta distanza, quella del videogiocatore da console, l’effetto è stato invece quello puramente commerciale, di scarso ausilio per un miglioramento software atteso da fin troppi anni, un qualcosa che poco ha a che fare con il rimbombante “True 4K Ultra HD” evidenziato fino alla sfinimento.

Nutro forte stima per Microsoft, per il lavoro svolto negli anni anche esterno ai videogames, ma questa volta non è riuscita a convincermi, neanche attraverso il carismatico Phill Spencer e l’alta spettacolarità delle immagini proposte.


Xbox One X non ha punto come uno Scorpione

Non ho mai creduto in Project Scoprio, così come non ho mai creduto che la neo rivelata Xbox One X potesse trasformarsi in una piattaforma competitiva per il mercato.

L’ho scritto nel precedente articolo dedicato all’arrivo della nuova console Microsoft e la paura che si trattasse “solamente” di una upgrade di Xbox One si è rivelato più che fondato. Xbox One X è li, bella, con le sue caratteristiche tecniche prepotenti che la portano ad essere la piattaforma videoludica più potente sul mercato. Apre lo show, tiene banco con il suo "True 4K Ultra HD" e poi svanisce in un sol colpo, giusto il momento di accorgersi che ogni titoli utile a spremere i suoi circuiti, può considerarsi un multiformato giocabile altrove.

Non è una questione hardware, per carità. La macchina è notevole, tecnologica, ottima per creare giochi, ma da una nuova console mi aspetto software capace di sfruttarla a dovere e Xbox One X non ne ha neanche uno. Gestire un upgrade visivo di titoli reperibili sulle altre piattaforme della stessa famiglia di console e non, purtroppo non equivale a possedere una nuova piattaforma videoludica.

Passino i remastered, i remake, la retrocompatibilità… ma ragazzi, il software esclusivo ha fatto di Xbox 360 una delle piattaforme da possedere in casa e non sarà l’innovativo sistema di raffreddamento a liquido o la GPU con potenza nominale di 6 Teraflops a farmi acquistare una console per giocare gli stessi titoli che potrò utilizzare su Xbox One, PlayStation 4, PC o Nintendo Switch.

E che sia ben chiaro: stesso discorso lo applico a PlayStation 4 Pro, non me ne voglia nessuno. La critica dunque, non è rivolta alla console in sé, nonostante i circa 500 Dollari per portarsela a casa… che a dirla tutta, a 399 Dollari sarebbe stata anche appetibile, ma si rivolge all’incapacità di Microsoft nel saper capire cosa realmente spinge un videogiocatore ad acquistare una nuova console.

PlayStation 4 non si è imposta esclusivamente per l’ Hardware, se non fosse chiaro; si è imposta per l’offerta generale e per aver agito sapientemente di marketing affrontando anche Microsoft sulle scellerate comunicazioni che hanno di fatto affossato Xbox One prima del lancio sul mercato. Se ancora non vi ho convinto, Nintendo Switch è li a dimostrarlo.


Line-Up di tutto rispetto, ma la parola “Exclusive” ridimensioniamola

In altre circostanze, magari con l’annuncio di almeno due vere esclusive Xbox One X e anche la metà dei giochi visti nelle due ore di conferenza, sarei stato più che sbalordito dal tanto lavoro e impegno profuso per questa conferenza Microsoft. Guardando invece in direzione di quel che è stato detto su Xbox One X, il numero di giochi in esclusiva temporanea, spesso in accoppiata con altre piattaforme come Xbox One e Windows 10, non può che salirmi la depressione.

Forza 7 è una bomba, ci scommetto, ma non è la killer application capace di far vendere console. Non lo è soprattutto perché chiunque possiede un PC gaming anche di fascia bassa, potrà godersi l’esperienza di gioco unica che il brand sa proporre. Stesso discorso dicasi per tutto il resto dei videogiochi mostrati, dove un’attesa di qualche settimana o mese può facilmente annullare il peso del termine “Exclusive”, ripetuto a manetta prima di ogni filmato mostrato sul palco di Los Angeles.

Un problema non da poco per il sottoscritto, cresciuto con le generazioni di console ben distinte fra loro. Si può parlare quasi di una rottura degli equilibri fra la forza bruta e l’innovazione, portando il mercato ad un continuo upgrade hardware senza evoluzione netta, a causa di generazioni di console tangibilmente più longeve.

Le nuove console “Pro” o “X” che siano, annullano di fatto l’equilibrio, potendo contare esclusivamente sull’upgrade grafico e rendendo futile una spesa aggiuntiva per la nuova piattaforma, se si possiede la vecchia. Forse, e dico forse, le software house in qualche modo potranno giovare di questa offerta, contando sull’ampia base installata, malgrado possibili grattacapi di ottimizzazione software; dall’altra, i videogiocatori rischiano di dar vita a una guerra fra “poveri”, senza veder sfruttata sapientemente la propria piattaforma e allineandosi in maniera abbastanza comune al mercato PC.

Steam è il bene si dice… forse si, ma la MIA console non è un semplice pezzo di silicio da sostituire; ha un cuore pulsante e un’anima al suo interno forgiata da cari ricordi, quelli creati dai giochi esclusivi che la rendevano unica in quel determinato lasso di tempo; un tempo che non potrà tornare o semplicemente allungarsi con una versione potenziata della stessa console. I videogiochi spesso "invecchiano male" ed io voglio semplicemene ricordarli senza la piattaforma originale su cui giravano.


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