Torna Crash Bandicoot su PlayStation 4 con un’insana trilogia
Anteprima

Torna Crash Bandicoot su PlayStation 4 con un’insana trilogia

Activision è pronta a rivisitare la storica saga platform tanto popolare sulla prima PlayStation. Il lavoro di svecchiamento visivo sembra grandioso, ma il gameplay sarà ancora godibile per i tempi che corrono?

Si possono spendere molte parole inutili per fare da contorno alla presentazione di un videogioco, è un ottimo metodo per allungare l’articolo e dimostrare di essere dei veri cultori della materia, esattamente come sto facendo in questo preciso istante; ma non è questo quel che conta del discorso, bensì lo è il ritorno di Crash Bandicoot sui nostri schermi televisivi, riproposto attraverso una collection imperdibile per i fans della serie originale, che sarà disponibile sul mercato durante il 2017.

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy pare essere la sfida lanciata da Activision verso quel pubblico difficilmente appagato dal genere platform su PlayStation 4, una tipologia di videogioco che ha fatto furore sulla prima PlayStation, ma che pian piano ha lasciato il posto a tutta una nuova serie di adventure e action ancora oggi capaci di incontrare il giusto gusto del pubblico massivo di videogiocatori. Voglio dire, a primo impatto The Last of Us o Uncharted suscitano sicuramente più interesse.

Ma torniamo al nostro amico marsupiale, quello strambo personaggio che sinceramente non ho mai compreso fino in fondo. Ai tempi in cui venne immesso sul mercato lo giocai sporadicamente da amici (all’epoca non possedevo una PlayStation) e presso l’ormai defunta catena Blockbuster, per poi passare pochi mesi dopo a giocare su Nintendo 64 con l’inossidabile Super Mario 64 e successivamente, quel bellimbusto di Banjo Kazooie, facendomi lasciare li, proprio in mezzo alla montagna di titoli mai portati a termine, il povero Crash Bandicoot. All’arrivo di PS1 in casa, c’era ben altro con cui giocare e Resident Evil: Director’s Cut rientrava maggiormente nei miei desideri.

Mea Culpa, su questo voglio essere chiaro, tant’è che i video dedicati alla remastered mostrati durante il PlayStation Experience (PSX), hanno risvegliato in me quella voglia di ri-scoprire e giocare le sue avventure. Si, Crash Bandicoot N. Sane Trilogy mi stuzzica, per l ‘appunto, ma riesce anche a sollevare alcuni dubbi.

Torna Crash Bandicoot su PlayStation 4 con un’insana trilogia

Completamente rimasterizzato

Dall'originale produzione di Naughty Dog, all’attuale lavoro del team di Vicarious Visions, ne è passato diverso di tempo, ma la paura di perdere l’anima della serie è per ora scongiurata. Crash Bandicoot N. Sane Trilogy propone una versione rifatta da zero dei videogiochi originali, pensati per sfruttare al meglio le possibilità offerte da PlayStation 4 e sorelle successive (PS4 Slim e PS4 Pro). I titoli rimasterizzati sfoggiando così una nuova illuminazione, delle animazioni decisamente più curate, effetti visivi impensabili per l’epoca, ambientazioni maggiormente dettagliate e dei filmati ricreati sulla base delle nuove tecnologie disponibili, come le cinematiche N. Hanced Fur-K e PS4 Pro HD (non chiedetemi di più, sono due concetti trovati nel comunicato che devo ancora approfondire).

Insomma, l’arcipelago colmo di Wumpa non sembra neanche più essere quello visto a cavallo degli anni ’90 tant’è rigoglioso, dinamico, apparentemente vivo e ricco di creature bizzarre che lo infestano. In quest’opera di nuova creazione – credo sia il termine più appropriato – anche le tracce sonore non sono venute meno, tornando con il loro tambureggiante ritmo, ma arricchite da nuovi effetti ed una maggiore pulizia audio. A queste, pare si aggiunga anche il pieno supporto allo stick analogico come metodo di controllo e su questo aspetto, mi auguro sia stato fatto un lavoro certosino, visti i pessimi ricordi che personalmente porto dietro in merito al primo Crash Bandicoot.

Checkpoint e salvataggi sembrano puntare verso un sistema unificato, forse ideato per ottimizzare le tempistiche di gioco e facilitare in parte chi non può fare a meno di sessioni di gioco brevi. Insomma, l’idea che mi sono fatto è quella di un “mi fermo qui, salvo e domani lo riprendo” senza attendere l’arrivo al checkpoint o al punto di salvataggio prestabilito. Chiudono la lista delle novità, l’ulteriore miglioramento ai livelli bonus e prove a tempo, lasciando a questo punto intendere che la collection potrebbe godere di alcune features non presenti negli episodi originali. Chiaro, oltre all’implementazione dei Trofei.

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Per non dimenticare...

La storia alla base di Crash è molto semplice, se pur più complessa di quella di Mario, Luigi e Pesca (non che ci voglia molto: principessa rapita, salvala). Ad esempio nel primo Crash Bandicoot, il Dr. Neo Cortex, insieme al suo braccio destro Dr. Nitrus Brio, sembrano avere un piano per conquistare il mondo. Il loro intento è quello di creare animali geneticamente modificati per arrivare al potere. Per creare i propri servi, Cortex rapisce il maggior numero di animali possibili e fra questi cattura sia Crash, che la sua ragazza, trasformandoli in quello che ormai conosciamo, a seguito di un esperimento mal riuscito. Crash giustamente non è d’accordo e fugge, ma si ricorda di aver dimenticato la sua ragazza ed inizia a correre (non come Forrest Gump), saltare e girare attraverso 30 livelli disseminati su tre diverse isole australiane… e ragazzi, credetemi, l’ Australia è un continente enorme.

Con Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back e Crash Bandicoot Warped torna il vile cattivone visto nel primo capitolo, ma non mi spingo oltre nella spiegazione o finisce che la tastiera si consuma e vi rovino la sorpresa. Posso sicuramente dirvi che le dinamiche di gioco saranno diverse di capitolo in capitolo, così come i puzzle da risolvere ed i segreti da scoprire.

Tornando alla storia in cui professo la mia paura sul sistema di controllo, il riferimento alla legnosità dei controlli appartenente al primo Crash in versione originale è assolutamente voluto. Ricordo una scarsa precisione di questi, superabile solo dopo una lunga sessione di training autogeno e una serie di lanci nei fossati presenti negli stage. Dunque, stando a quanto descritto da alcune testate che hanno avuto modo di provarlo durante il PSX, l’esperienza originale pare essere stata fedelmente mantenuta (evviva!), pur supportando le maggiormente comode leve analogiche di PS4.

In tutta sincerità, la mia speranza è quella che lo svecchiamento dei tre titoli dedicati a Crash Bandicoot sia stata totale e di conseguenza, si assista alla possibilità di rigiocarli senza troppo stress dovuto al metodo di controllo legnoso e impreciso. Anche perché dopo un lavoro così promettente in rifinitura tecnica, il rischio di un bel buco nell’acqua non è poi così impossibile da immaginare. Detto ciò, resto in ascolto con voi lettori per l’arrivo di nuove informazioni in merito e chissà che Activision non permetta anche a GameGurus.it di provarlo attentamente prima della release finale. Restate sintonizzati, ma solo se vi siamo simpatici e amate i marsupiali!

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Federico D'Aco