Abbiamo giocato a The Legend of Zelda: Breath of the Wild su Nintendo Switch
Provato

Abbiamo giocato a The Legend of Zelda: Breath of the Wild su Nintendo Switch

Il fascino di Hyrule ci ha conquistati. Attendere marzo per poterlo portare a termine sarà la vera sfida da superare

Vi abbiamo già raccontato delle dinamiche e delle tempistiche con cui è avvenuto il nostro primo contatto con Nintendo Switch ad inizio settimana. Lo scorso 28 gennaio per essere precisi. Lo Showcase organizzato da Nintendo Italia, attualmente aperto al pubblico, è un occasione preziosa per far conoscere la nuova console alla stampa e agli appassionati, un evento che ha convinto sotto molti punti di vista ed i gruppi tematici sparsi sui vari social network lo stanno ampiamente dimostrando. Quello che non vi abbiamo ancora raccontato riguarda il test con il nuovo The Legend of Zelda: Breath of the Wild, ampiamente discusso nella nostra anteprima e presente in pompa magna in ogni evento in cui si è presentata Nintendo negli ultimi mesi, apparizioni TV e Web comprese.

Avremmo potuto creare un articolo epico sul quanto questo titolo sia atteso dai fans, quanto la storia della serie sia appassionante, quanto il gioco affronti tematiche adulte e spinga il giocatore a sfruttare la propria intelligenza per risolvere i vari enigmi disseminati in Hyrule... bruciandoci così l'opportunità di farlo in sede di recensione e mettendo nei guai il Redattore di turno. No, in questa occasione siamo stati decisamente più bravi e "spicci", senza troppi giri di parole.

Quindi bando alle ciance; se siete curiosi di conoscere le sensazioni provate giocando la demo del nuovo Zelda con controller alla mano, continuate pure a leggere questo articolo senza paura di incappare in eventuali spoiler. Buona lettura.

 

Abbiamo giocato a The Legend of Zelda: Breath of the Wild su Nintendo Switch

Che sia su Wii U o Switch, resta lui il protagonista incontrastato

Entrati nel vivo dell'evento dopo aver familiarizzato un po' con console e metodi di controllo, la voglia di familiarizzare con le standiste è tanta, ma le postazioni dedicate a The Legend of Zelda: Breath of the Wild si sono appena liberate... cosa fare? La scelta è ardua, ma il lavoro chiama e quindi eccoci qui, stoicamente fiondati sull’ultima fatica del caro Eiji Anouma, sacrificando la compagnia femminile in nome di un ben più alto orgoglio nerd (Sigh!).

Una volta indossate le cuffie e preso in mano il fidato Controller Pro, siamo entrati negli stivali di Link per poterci avventurare in quell’IRULE (Hyrule, ve possino!) citata nel fantastico trailer visionato soltanto un mese fa. Dal vivo, va detto, fa davvero tutto un altro effetto. Il titolo è nato su Wii U e qualche piccolo difetto se lo trascina dietro come una toppa cucita sul morbido maglione di lana lavorato dal simpatico Yoshi; fra questi, è stato possibile notare un leggero effetto pop-up fra i cespugli di erba mentre Link avanza nelle praterie e lo stuttering appena percettibile in alcuni momenti di gioco, come ad esempio le cut-scenes.

Difetti che in questa demo - e quindi, forse assenti nella versione finale - sono passati presto in secondo piano (ma anche terzo o quarto) di fronte alla magnificenza dell’area di gioco! Vengono i brividi a pensare che i monti che si vedono in lontananza saranno poi raggiungibili proseguendo in un lungo cammino a piedi, oppure saltando in groppa di qualche animale come ad esempio un cavallo. Il bisogno di esplorare si fa subito forte e la possibilità di arrampicarsi e correre ovunque lasciano assaporare lievemente quel senso di libertà e soddisfazione nella scopertà che è mancata parzialmente negli ultimi capitoli di questa serie.

Facendo leva sulle nuove tecnologie utilizzabili e il maggior potenziale delle piattaforme con grafica ad alta definizione, The Legend of Zelda: Breath of the Wild si propone come un nuovo e indelebile capolavoro made in Nintendo.

Abbiamo giocato a The Legend of Zelda: Breath of the Wild su Nintendo Switch

Parola d'ordine: libertà

Proprio in nome della curiosità e dell’esplorazione, iniziamo a muoverci per la vasta area iniziale, ma decidiamo di non seguire l’indicatore che suggerisce di raggiungere un punto stabilito della mappa e proseguiamo seguendo il nostro istinto, ritrovandoci ben presto in un’area decisamente differente dalla verde piana di Hyrule, composta da lande coperte di neve ed un fiume che scorre di fronte i nostri occhi. Data l'attrezzatura iniziale e la tenuta molto semplice di Link, nel giro di pochi istanti vediamo il nostro eroe iniziare a tremare come una foglia, cercando di scaldarsi stringendo le braccia a sé; apriamo quindi il menù e dopo aver scelto un peperoncino trovato poco prima in una fase esplorativa della pianura iniziale, ecco che Link smette di aver freddo, almeno per un determinato periodo di tempo.

Vista l’inadeguatezza della nostra dotazione, scegliamo ancora una volta di cambiare direzione, tornando a vagare per i verdi prati. Troviamo finalmente una torre misteriosa, l’attiviamo con il nostro Sheikah Slate e la porzione di mappa muta il suo aspetto: “grazie per aver giocato”, recita la scritta sullo schermo. Il tutto mentre sono volati ben 20 minuti di gioco per quello che ha tutta l’aria di essere un immenso capolavoro.

Abbiamo provato a chiedere informazioni sulla vastità della mappa di gioco del nuovo Zelda, ma non è stato possibile ricevere una risposta concreta. Quel che è certo, è la direzione open world ripresa a distanza di anni dalla serie, con tutto quello che ne consegue sulle tecniche odierne nella realizzazione degli ambienti tridimensionali.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild sarà disponibile dal prossimo 3 marzo su Wii U e su Switch. Noi tenteremo di giocarlo al massimo per offrirvi una recensione degna di questo titolo, anche se a giudicare dalle apparenze, non sarà esattamente un'operazione semplice e indolore, se pur piacevole.

di Lian Underwood e Alessandro "Smazzo" Mazzon
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