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Assault Android Cactus, recensione Xbox One

Witch Beam ci confeziona uno shooter vecchio stile davvero ben pensato

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Morphite, recensione Nintendo Switch
Recensione

Morphite, recensione Nintendo Switch

di Gianluca Salatino |

Morphite è un avventura spaziale molto particolare sotto ogni punto di vista. Il gioco ci mette nei panni della giovanissima Myrah Kale, la quale ha il compito di esplorare e analizzare ogni forma di vita presente nello spazio e nel frattempo ricercare un prezioso minerale dal nome Morphite.

La nostra avventura ha inizio quando all’improvviso veniamo svegliati dal nostro sonno e Mr. Meson, nostro mentore, ci illustra quale sarà la nostra missione; ci ritroviamo cosi immersi subito in una prima fase di gioco che potremmo definire tutorial.

Verremo messi al corrente delle nostre abilita ed equipaggiamento dal nostro amico kitkat, simpatico robottino dalle sembianze di un gatto, sarà lui ad avvisarci delle missioni e sarà lui a darci spiegazioni sull’uso del nostro equipaggiamento.

Le missioni saranno di due tipi, principali – seguiremo la stroria - o secondarie – esploreremo liberamente i pianeti alla ricerca di compiti extra che ci frutteranno ricompense aggiuntive.

 

Assault Android Cactus, recensione Xbox One
Sparatutto

Assault Android Cactus, recensione Xbox One

di Gianluca Salatino |

Quando i giovani videogiocatori parlano di sparatutto, tendenzialmente lo fanno riferendosi agli FPS come Wolfenstein, Battlefield o Call of Duty, giusto per citare i più famosi. Ma c'è anche un altra tipologia di sparatutto e non è quella dei First Person Shooters: è quella che amo definire "classica", dove la visuale passa in terza persona ed il ritmo è decisamente incandescente.

Grazie a Steam e alla maggior apertura del mondo console verso i titoli Indie, il genere degli sparatutto ha pian piano acquistato terreno, tanto da rendere le produzioni sempre più coraggiose e all'attenzione di tutte le tipologie di videogiocatore.

Assault Android Cactus è uno sparatutto che ci metterà nei panni di Cactus, una poliziotta androide coinvolta in una rivolta robot davvero apocalittica.

Cactus deciderà con molta solidarietà di aiutare altri androidi a sedare una vera e propria rivolta delle macchine. Avremo la possibilità di selezionare l’androide che più ci aggrada in base ad alcune caratteristiche come armi e modalità di fuoco.

Una volta avviato il gioco – completamente sottotitolato in italiano – potremo giocare alla modalità storia dove ad ogni livello completato saremo premiati con un punteggio espresso in lettere, utile a scalare la classifica online suddivisa fra amici e mondiale.

A questa si aggiungeranno ben presto anche la modalità assalto giornaliero, una selezione di robot da affrontare in arena con tanto di boss finale, ma anche assalto infinito, dove passeremo "la vita" nel tentativo di distruggere robot accumulando punti; della serie chi va più lontano si becca la gloria.

eSport e Olimpiadi: è giunta l'ora?
Editoriale

eSport e Olimpiadi: è giunta l'ora?

di Lian |

Lo sport è l'insieme di attività fisiche effettuate per fini salutistici e competitivi, e con il termine «sport» si indicano tutte le discipline fisiche in tutte le loro forme e fini.

Questa è la definizione di Sport data da Wikipedia e se non bastasse, a questo indirizzo è possibile leggere quella della Treccani.

Ora, è di questi giorni la notizia che il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha preso in considerazione gli eSport come possibile nuova specialità olimpica, infatti pare essere intenzione loro quella di fare entrare nel 2024 gli eSports (electronic sports - sport elettronici) tra le varie specialità. La notizia naturalmente è motivo di giubilo tra i vari videogiocatori che, magari, possono ora anche sperare di trasformare la loro passione in un lavoro vero e proprio, venendo ufficialmente definiti degli sportivi.

In realtà gli eSport non sono nulla di nuovo e già nel 1980 è stato organizzato un torneo di Space Invaders da Atari, al quale partecipò un gruppo di ben 10.000 persone.

A quello seguirono sempre più tornei dei videogiochi più disparati ed il fenomeno iniziò a prendere sempre più piede soprattutto negli Stati Uniti, al punto che nel 1989 uscì nelle sale un film dal titolo The Wizard, meglio conosciuto in Italia con il titolo de Il Piccolo Grande Mago dei Videogames.

Il film racconta la storia di un ragazzino che, per un intreccio narrativo discretamente interessante, finisce per iscriversi ad un torneo di videogiochi dal lauto montepremi, vincendo la finale a Super Mario Bros. 3.

The Wizard è di fatto una pellicola dedicata ai prodotti Nintendo, precisamente quelli dell'epoca NES, ma può offrire un’idea di cosa si stava già muovendo dietro il fenomeno eSport negli Stati Uniti.

Di lì a poco l’attenzione di grandi sponsor con buon fiuto per gli affari e tanta voglia di visibilità, portò ad un crescere di pubblico, montepremi e soprattutto introiti per gli sponsor stessi.

The Evil Within 2, recensione PS4
Survival Horror

The Evil Within 2, recensione PS4

di Gianluca Salatino |

Durante l'ottobre 2014 Bethesda Softworks stupiva tutti distribuendo sul mercato americano ed europeo il primo The Evil Within, un survival horror nato dalla geniale mente di Shinji Mikami, autore con Capcom di Resident Evil.

Sviluppato dalla talentuosa Tango Gameworks, The Evil Within narrava le vicende del detective Sebastian Castellanos, impegnato con alcuni colleghi di reparto nell’indagine di un omicidio di massa avvenuto al Beacon Mental Hospital.

Durante il suo lavoro, Castellanos scopre l’esistenza di un progetto e una macchina chiamata STEM, capace di collegare fra loro diverse menti umane in una sola. La trama e lo sviluppo del gioco furono messi insieme per dar vita ad un mondo contorto in maniera molto geniale, pensato quasi per far uscire di testa i videogiocatori... videoludicamente parlando, ovviamente.

L'intento di The Evil Within era chiaro: il genere dei Survival Horror andava riportato alle origini, apparendo cupo come Silent Hill e malato (nel senso buono del termine) come Resident Evil, ma anche meno action rispetto all'andamento intrapreso negli ultimi anni, spingendo su una trama dal forte impatto narrativo.

Il compito - non facile -  è stato quasi raggiunto attraverso un'atmosfera vecchio stile ed una narrazione fuori dagli schemi.

Oggi, tre anni più tardi, Tango Gameworks ci riprova senza l'aiuto di Mikami, tentando di superare il lavoro precedente attraverso l'esperienza maturata; da questo punto in poi prende vita The Evil Within 2, rilasciato lo scorso 13 ottobre 2017 su PC, Xbox One e PlayStation 4.

Assassin's Creed: Origins, recensione PS4
Un nuovo inizio

Assassin's Creed: Origins, recensione PS4

di Gianluca Salatino |

Per un videogiocatore che si rispetti è del tutto impossibile non aver almeno sentito parlare una volta della serie Assassin’s Creed. Il videogioco Ubisoft si è fatto conoscere negli anni, fra appassionati del genere e non, attraverso degli episodi più o meno riusciti, ma mai - secondo il mio modestissimo parere - riuscendo a decollare in maniera significativa.

La serie ha da sempre presentato ottime ambientazioni e idee, una narrazione particolarmente intricata e matura, senza riuscire mai a convincere per alcuni aspetti tipicamente ludici come l'intelligenza artificiale, la varietà nella formula di gioco e animazioni del personaggio.

Dopo una pausa di due anni però, qualcosa sembra essere effettivamente cambiato. La serie torna prepotente su PC, PlayStation 4, Xbox One con un nuovo videogioco intitolato Assassin's Creed: Origins e questa volta devo ammetterlo: l'amore è totale.

Brawlhalla, recensione PlayStation 4
Picchiaduro

Brawlhalla, recensione PlayStation 4

di Gianluca Salatino |

Chi non ha mai sentito parlare di Tekken, Soul Calibur, Mortal Kombat o sua eminenza Street Fighter? Negli anni '90 i beat'm up erano i titoli più in voga, quelli capaci di creare grandi code nelle sale giochi e come tali avevano l'onere di far fronte alle innovazioni che la tecnologia e la "fame" dei fans, richiedevano.

L'accesa battaglia in ambito tecnico fra i titoli Capcom e SNK è rimasta probabilmente nella storia, ma probabilmente a causa dell'alto numero di uscite dedicate al genere, l'entusiamo per i picchiaduro si esaurì abbastanza velocemente, complice anche la difficoltà nel trovare nuovi approcci a livello di gameplay per le nuove incarnazioni tridimensionali.

Alla fine degli anni '90 fu un'insolita Nintendo a stupire con Super Smash Bros., un picchiaduro atipico per l'epoca, dalla formula di gioco unica e dal gameplay facilmente assimilabile. Col senno di poi, una serie destinata a dettare nuovi standard per il genere.

Dall'uscita sul mercato del titolo Nintendo i cloni non sono stati pochi, ma non tutti sono stati in grado di tenere alto il livello qualitativo della produzione e spingere ulteriormente il genere sul mercato.

Seguendo questo filone possiamo quindi iniziare a parlare di Brawlhalla, un picchiaduro firmato Blue Mammouth Games, disponibile sul mercato dallo scorso 17 ottobre su PC Steam e PlayStation 4.

Pylon Rogue: la recensione di un roguelike confuso
PC Steam

Pylon Rogue: la recensione di un roguelike confuso

di Lian |

Ultimamente un genere che ha preso piede all’interno di una particolare cerchia di giocatori e quello dei roguelike, un tipo di videogioco impegnativo e punitivo che però, quando il gioco è ben ideato, sa dare le giuste soddisfazioni.

Le software house hanno recepito questo interesse da parte dei giocatori e giustamente stanno proponendo questa formula un po’ in tutte le salse. Pylon Rogue si avvicina come ambientazione a quella “nata” con i titoli di FromSoftware, ma l’animo e decisamente più Hack & Slash e meno cupo.

Vediamo quindi di entrare nel dettaglio di questa produzione targata Quantum Squid Interactive e disponibile su PC tramite piattaforma Steam.

Layton's Mystery Journey: Katrielle e il complotto dei milionari, recensione Nintendo 3DS
Rompicapo

Layton's Mystery Journey: Katrielle e il complotto dei milionari, recensione Nintendo 3DS

di Marisafrancesca Salatino |

Era il 2013 quando uscì per Nintendo 3DS "Il professor Layton e l'eredità degli Aslant". Una data piuttosto importante per i fans essendo l'ultimo capitolo principale di una della serie più amate di Level-5, il talentuoso team giapponese dietro lo sviluppo del videogioco.

Il professor Layton e l'eredità degli Aslant sancì la conclusione della doppia trilogia iniziata nel 2007 con il lancio sul mercato de Il professor Layton e il paese dei misteri.

In un lasso di tempo durato all'incirca 6 anni, Level-5 ha permesso ai fans dei rompicapo di immergersi all'interno di una storia intricata e ricca di colpi di scena, con l'unico scopo di aiutare il Professor Layton ed il suo apprendista Luke Triton nella risoluzione di enigmi paragonabili ai periodici cartacei di enigmistica, con un tipo di gameplay assimilabile al genere "punta e clicca".

Nonostante ci siano stati ben 8 videogiochi dedicati a Layton, inserendo fra questi il crossover con Capcom intitolato Il professor Layton vs Phoenix Wright: Ace Attorney, la serie è stata praticamente ferma dal 2013, al 2017, ripartendo recentemente con il nuovo Layton's Mystery Journey: Katrielle e il complotto dei milionari rilasciato lo scorso 6 ottobre 2017 su Nintendo 3DS e dispositivi mobili iOS e Android.

SteamWorld Dig 2, recensione Nintendo Switch
Recensione

SteamWorld Dig 2, recensione Nintendo Switch

di Gianluca Salatino |

Image & Form Games è il nome del team dietro SteamWorld Dig 2, un gruppo di sviluppatori che pur non avendo a disposizione un grosso budget ed il personale dei grandi big del mercato, può far parlare di sé per essere riuscito nell’impresa di creare uno dei metroidvania migliori degli ultimi anni.

Cominciamo col dire che, se il primo Steamworld Dig non fosse arrivato ai miei occhi per una pura curiosità o coincidenza, probabilmente non avrei mai giocato il secondo capitolo, appassionadomi alla serie in cosi poco tempo.

SteamWorld Dig, grazie al suo level design curato ed una trama minimale - ma efficace - ha forse segnato il vero punto di svolta della software house svedese, fondata nel 1997.

Con l'arrivo sul mercato di SteamWorld Dig 2, rilasciato su Nintendo Switch il 21 settembre 2017, su Steam (PC) il 22 settembre e dal 26 settembre su PlayStation 4 e PS Vita, l'acclamato sequel centra perfettamente il bersaglio, dimostrandosi più grande, più vario, più robotico e coinvolgente del suo predecessore.

Gran Turismo, come Sony ha cambiato i racing game
Speciale

Gran Turismo, come Sony ha cambiato i racing game

di Federico D'Aco |

Era la fine del 1997 quando sul mercato giapponese esordì Gran Turismo, simulazione automobilistica sviluppata da Polyphony Digital per la prima PlayStation.

Nessuno si sarebbe mai aspettato che il videogioco curato da Kazunori Yamauchi avrebbe cambiato il modo di intendere le simulazioni di corse sportive, eppure...

Non fu semplicemente una questione tecnica come molti vogliono ricordare, seppur all'avanguardia e decisamente spettacolare per i tempi, quanto la vastità delle possibilità offerte in termine di competizione, gestione delle vetture e giocabilità.

Un assoluto punto di riferimento per il genere, anche nelle vendite, beneficiando - forse - dall'introduzione sul mercato del primo modello di DualShock, che aggiungeva al pad standard di PlayStation due leve analogiche ed un motore di vibrazione capace di immergere maggiormente il videogiocatore nell'azione.

Con 10,85 milioni di copie vendute nel mondo, Gran turismo pose le basi per il grande successo del franchise di Sony Interactive Entertainment, reinventando il genere delle corse automobilistiche attraverso una simulazione mai vista prima, spingendosi oltre nella modalità multigiocatore utile a sfidare gli amici in appassionanti gare.

Gran Turismo 2 fu solo una questione di attesa per i fans, visto l'enorme successo riscosso dal primo capitolo. Il miglioramento delle caratteristiche principali di Gran Turismo era ovviamente la base di partenza. Così, da un solo CD si passò a due, evidenziando l'importante incremento nei contenuti di gioco promossi da Polyphony Digital con GT2.

Le modalità arcade e multiplayer, contenute nel primo disco di gioco, permise agli sviluppatori di concentrare nel secondo disco una simulazione ancora più completa, al quale si aggiunse la preziosa e fresca modalità Rally.

Una giocabilità ulteriormente rifinita, insieme a competizioni inedite, permise a Gran Turismo 2 di andare molto vicino ai risultati ottenuti dal primo capitolo, piazzando dalla sua uscita avvenuta ad inizio 2000, ben 9,37 milioni di copie nel mondo.

Expand, recensione PlayStation 4
Recensione

Expand, recensione PlayStation 4

di Lian |

Una delle cose che più adoro in un videogioco è la colonna sonora. Si tratta della parte spesso più intima e profonda della produzione, quella che più facilmente arriva ad accarezzare l’anima e che poi rimane indelebile nella memoria dei giocatori, quella che poi finisce per diventare simbolo dell’emozione vissuta, la parte più vivida dell’esperienza videoludica in toto.

Ho sempre trovato particolare quando un gioco si basa su di essa, ovvero quando la musica non è più solo un elemento di contorno e di accompagnamento alle varie peripezie che il nostro avatar compie su schermo, ma diventa il fulcro attorno al quale è costruita l’intera esperienza.

Expand, titolo Indie sviluppato da Chris Johnson e Chris Larkin, è un’ottimo esponente di questo genere di giochi o se preferite, esperienze.

Ho avuto modo di provare la versione per PlayStation 4 attraverso un codice review e mi appresto a condividere con voi la mia personale esperienza.

FIFA 18, recensione Nintendo Switch
Recensione

FIFA 18, recensione Nintendo Switch

di Federico D'Aco |

E' stata una settimana intensa quella del post lancio di FIFA 18, dove le innumerevoli discussioni sulle funzionalità e qualità della versione dedicata a Nintendo Switch l'hanno fatta da padrone, pur senza trovare ancora una risposta definitiva.

Come ho velatamente accennato nell'editoriale dedicato a titolo calcistico di Electronic Arts, FIFA 18 sulla console ibrida di Nintendo è semplicemente FIFA 18, nonostante siano evidenti le differenze tecniche rispetto alle versioni per PC, PlayStation 4 e Xbox One.

Superato questo scoglio, e lo dico fin da subito, l'esperienza generale che si prova è quella autentica, un fattore che ci permette di identificare questa edizione come realmente appartenente alla simulazione calcistica per eccellenza.

Nel caso in cui non fossi stato chiaro o poco convincente con questo concetto, è bene ricordare che alla fine degli anni '90 i titoli multiformato fra la prima PlayStation e Nintendo 64 non erano semplicemente diversi... appartenevano proprio a due scuole di pensiero opposte; nonostante questo però, la serie FIFA, soprattutto con la fortunata edizione del '98, era riconosciuto all'unisono come tale, malgrado gli evidenti limiti tecnici di PlayStation.

Questa "parabola" ho deciso di introdurla semplicemente per evitare di fermare il giudizio su FIFA 18 per Nintendo Switch al solo argomento tecnico, un campo dove la console ibrida ne uscirebbe con le osse rotte, giovando poco e niente all'esperienza esclusiva, ma al contempo uguale, che riesce a proporre.

Le prime ore in compagnia di FIFA 18 su Nintendo Switch
Editoriale

Le prime ore in compagnia di FIFA 18 su Nintendo Switch

di Federico D'Aco |

Per i primi 20 minuti non volevo crederci, ma sono stato costretto ad arrendermi di fronte alla “realtà oggettiva” della plastica e del silicio: FIFA 18 gira su Nintendo Switch in una maniera estremamente promettente e da una Electronic Arts che ha abbandonato brutalmente - con evidenti ragioni, a giudicare dalle vendite generali - Wii U, non me lo sarei mai aspettato.

Non ho testato con mano la versione sviluppata su FrostBite 3 per PlayStation 4, Xbox One e PC, ma l’ho vista dal vivo durante la giornata di ieri, oltre ad aver visionato diversi video sul "tubo" nei giorni scorsi. Non ho giocato quella mossa da Ignite Engine su Xbox 360 e PlayStation 3, ma ho giocato questa versione sviluppata appositamente per Nintendo Switch e posso semplicemente esprimermi in questo modo: è FIFA 18 in ogni suo aspetto.

Mi sono lanciato nel calcio d’inizio a seguito del brevissimo update che il titolo riceve non appena viene inserita la cartuccia all’interno di Nintendo Switch. Circa 4 minuti di attesa e via con le classiche impostazioni utente, come il team preferito ed il collegamento online al proprio profilo Electronic Arts.

Atalanta vs. Juventus, così… giusto per non perdere tempo. Ho cominciato a prendere confidenza col sistema di controllo sfruttando quelle movenze che avevo abbandonato con lo scorso episodio, giocato forse con troppa leggerezza, soltanto di rado in sessioni multigiocatore con i nipoti.

Da buon Juventino, se non l’avevate capito, ho rifilato 4 “pappine” (goal) alla povera Atalanta, prendendo una sola rete per merito dell’alter ego virtuale di Spinazzola (solo un caso? Non credo). Bene, sono pronto per partire con il livello esperto ed attivare il controllo “full manual”, come solo i veri "pro" di FIFA sanno fare.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age, la recensione per PlayStation 4
Recensione

Final Fantasy XII: The Zodiac Age, la recensione per PlayStation 4

di Gianluca Salatino |

La serie Final Fantasy è da sempre un'icona indiscussa del genere JRPG. Sin dal lancio del primo capitolo per NES - una vera scommessa se si pensa al come era messa Square all'epoca - il giocatore ha sempre avuto modo di immedesimarsi come unico protagonista, all'interno di una storia di fantasia ricca di particolari e tematiche adulte.

L'esplorazione sconfinata di terre magiche, condita da scontri epici e incantesimi degni del miglior Merlino, sono da sempre il marchio di fabbrica di una delle serie più longeve del panorama videoludico, nonché di una delle serie più vendute al mondo con oltre 130 milioni di copie all'attivo.

Chi può dimenticare le evocazioni da giudizio universale capaci di far impallidire anche i dinosauri del giurassico e le micidiali Esper che ci accompagnano ormai dal 1987?

La consacrazione occidentale della serie è senza ombra di dubbio arrivata con Final Fantasy VII, rilasciato nel 1997 sulla prima PlayStation, a seguito dell'incredibile abbandono del prototipo in fase di sviluppo sull'indimenticabile Nintendo 64.

Invece, l'ultimo titolo della serie che possiamo citare come “conservativo”, è senza ombra di dubbio Final Fantasy X per PlayStation 2, rilasciato nell'ormai lontano 24 maggio 2002. Questo è stato praticamente l'ultimo titolo appartenente alla serie Final Fantasy a vantare classiche meccaniche da Japan RPG, lasciando ai futuri titoli il peso di traghettare i fans verso nuove soluzioni.

Per capire bene questo passaggio, è di fondamentale importanza indicare Final Fantasy XII come il titolo che ha portato al completo abbandono dei combattimenti a turni così rigidamente pensati e la perdita completa degli scontri casuali... forse non troppo amati, ma utili e funzionali per la tipologia di gioco offerta in precedenza.

Nello specifico, fu proprio il sistema di combattimento tanto amato negli anni '80 / '90 a cambiare radicalmente, assumendo un aspetto maggiormente complesso, ma perfettamente in sintonia con i capitoli più recenti e le dinamiche di gioco proposte.

Su questo elemento è pero denotabile al lungimiranza di Square Enix nelle scelte intraprese nel 2007, l'anno di rilascio di Final Fantasy XII su PlayStation 2, la console più venduta di Sony, tanto per dire...

Il Combat system – chiamato Active Dimension Battle - era così moderno all'epoca, che solo oggi se ne riescono ad apprezzare le peculiarità e le sfumature, grazie anche al lancio su PlayStation 4 di Final Fantasy XII: the Zodiac Age, un'edizione rimasterizzata del capitolo forse meno atteso, ma al contempo più innovativo della serie.

Nintendo Direct settembre 2017, oltre 40 videogiochi in arrivo su Nintendo Switch e Nintendo 3DS
Li giocheremo nei prossimi mesi

Nintendo Direct settembre 2017, oltre 40 videogiochi in arrivo su Nintendo Switch e Nintendo 3DS

di Federico D'Aco |

Un Nintendo Direct inaspettato, ma soprattutto stellare quello trasmesso nella notte fra il 13 e il 14 di settembre 2017, nel quale sono state mostrate le ultime novità per Nintendo 3DS e Nintendo Switch che ci accompagneranno durante i prossimi mesi.

Il comunicato stampa arrivato da Nintendo Italia ci parla di oltre 40 titoli in fase di rilascio o sviluppo, se si sommano i titoli discussi per Nintendo 3DS e Switch durante i 45 minuti (circa) di durata del prezioso evento dedicato alle novità in arrivo sulle due console.

Giusto per partire con un esempio pratico di quel che è stato mostrato, Bethesda è pronta a portare DOOM e Wolfstein II: The New Colossus proprio su Nintendo Switch, insieme ovviamente al già annunciato The Elder Scrolls V: Skyrim. I due titoli in questione sono appartenenti al genere degli FPS, due videogiochi tecnicamente importanti, molto apprezzati dalla critica mondiale.

Sempre fra le terze parti è possibile citare il recentemente annunciato remake di L.A. Noir di Rockstar Games (autori di Grand Theft Auto) in una riedizione comprensiva di tutti i contenuti scaricabili, nuovi elementi collezionabili e modalità di gioco esclusive, come l’utilizzo dei sensori integrati nei Joy-Con o il touch screen per interagire con l’ambiente; L.A. Noir sarà disponibile sul mercato dal 14 novembre 2017.

Anche la collection Resident Evil: Revelations 1 e 2 di Capcom, in arrivo il 28 novembre, si è affacciata in questo Nintendo Direct. Square Enix ha invece dato un ulteriore dimostrazione del suo interessantissimo, nonché nostalgico, project OCTOPATH TRAVELER (titolo provvisorio), indicato come uno dei titoli di punta in arrivo esclusivo su Nintendo Switch.

NBA 2K18 di 2K Games, disponibile dal 15 settemebre su Nintendo eShop e dal 17 ottobre in versione retail, ha accompagnato anche la presentazione di WWE 2K18, di cui però non si conosce attualmente la data di lancio sul mercato. Ha chiuso la parentesi dei titoli sportivi provenienti dalle terze parti, l’atteso FIFA 18 di Electronic Arts, in arrivo il 29 settembre su Nintendo Switch e le altre piattaforme che compongono il mercato videoludico.

Masquerada Songs and Shadows: la recensione in Italiano di un gioco altrimenti in Inglese
Recensione

Masquerada Songs and Shadows: la recensione in Italiano di un gioco altrimenti in Inglese

di Lian |

Venezia è universalmente nota per essere una della città più amate al mondo. Sarà per via della magia che è possibile respirare passeggiando tra i suoi viottoli, oppure per la possibilità di navigare tra i caratteristici canali cittadini a bordo delle altrettanto celebri Gondole, magari al chiaro di luna con la propria dolce metà.

Venezia è nota anche per il proprio celeberrimo quanto antichissimo Carnevale con le sue caratteristiche ed inconfondibili maschere. Proprio queste ultime devono avere in qualche modo ispirato gli sviluppatori di questo gioco dall’anima ruolistica, che ho avuto modo di giocare nella versione Playstation 4.

Come si gioca a Mario + Rabbids: Kingdom Battle per Nintendo Switch?
Approfondimento

Come si gioca a Mario + Rabbids: Kingdom Battle per Nintendo Switch?

di Federico D'Aco |

Non voglio spiegarvi come nasce o cos'è Mario + Rabbids: Kingdom Battle di Ubisoft, quello è già stato fatto in due precedenti articoli [1 e 2]. Con questo nuovo approfondimento si cerca semplicemente di far chiarezza su alcuni aspetti di gioco come il gameplay e la chimica che lega le icone Nintendo, a quelle Ubisoft.

Mario + Rabbids: Kingdom Battle per Nintendo Switch parte col botto fin dai primi istanti di gioco e lo fa attraverso un'introduzione composta da numerosi richiami alla storia di Nintendo, come le console prodotte e i personaggi che l’hanno resa così famosa nel mondo.

Sono proprio gli storici personaggi di Kyoto a rendersi immediatamente riconoscibili e perfettamente distinguibili in un mondo che fonde in maniera piuttosto incredibile - almeno finchè non lo si vede con i propri occhi - il regno dei funghi della serie Super Mario Bros., a quella forse meno conosciuta, ma altrettanto famosa ( forte anche di una serie TV) che è quella dei Rabbids, gli strambi conigli Ubisoft.

Gli elementi di queste due realtà sono stati sfruttati in maniera molto intelligente e messi insieme per dare vita ad un mondo fantasioso molto credibile, capace di catturare immediatamente l’attenzione del giocatore e strappargli più di qualche sorriso.

Le simpaticissime gag inscenate dei Rabbids durante la fase di apprendimento delle dinamiche di gioco, fanno in un certo senso da esca a quella tipologia di videogiocatore che avrebbe in qualche modo evitato il genere degli strategici a turni, invitandolo quasi ad uscire fuori dal proprio "cerchio della fiducia" per trasportarlo in qualcosa di estraneo, ma al contempo competitivo, avvincente e ovviamente divertente.

Come abbiamo ben specificato nel nostro articolo, il gameplay di Mario + Rabbids: Kingdom Battle è preso parzialmente in prestito dalla serie X-COM di Ubisoft, finemente ritagliato per poter essere adattato a questa nuova avventura.

Pur non richiedendo la stessa dose di strategia e pianificazione, il videogioco nato da un’idea di Davide Soliani spinge il giocatore ad affrontare gli scontri con oculata attenzione e prudenza già dopo le prime battute, invitandolo ad utilizzare le meningi, piuttosto che i riflessi o la memoria come accadrebbe invece in altri titoli con protagonista il buon Mario.



Original Journey La recensione di un gioco che di originale non ha neanche il titolo
Recensione

Original Journey La recensione di un gioco che di originale non ha neanche il titolo

di Lian |

La storia narrata in Original Journey da Bonfire Entertainment somiglia leggermente al tipico "sogno americano",  con la differenza che in questo specifico caso ci troviamo in Cina.

In questo luogo, quello che prende vita nel 2015 come un progetto studentesco decisamente promettente, partorito dalla mente di Li’nan Tan con l’aiuto di alcuni compagni di corso, ottiene ben presto riscontri positivi all’interno dell’ambiente scolastico, compresi professori e studenti.

Da questo punto in poi, il gruppo di amici decide di portare a termine il progetto e presentarlo agli IGF (Independent Game Festival). Grazie al successo ottenuto vincendo come Best Student Game, il giovane gruppo di sviluppatori riceve la giusta attenzione da parte dei media e dell’industria videoludica, portandoli a fondare lo studio indipendente Bonfire Entertainment.

Quello che segue sulle pagine di Gamegurus.it è il resoconto della prova su strada di Original Journey, titolo giocato su PC tramite piattaforma Steam.