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Layton's Mystery Journey: Katrielle e il complotto dei milionari, recensione Nintendo 3DS

Level-5 torna sulla serie Layton con un nuovo capitolo principale disponibile su Nintendo 3DS e mobile

di Marisafrancesca Salatino

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Layton's Mystery Journey: Katrielle e il complotto dei milionari, recensione Nintendo 3DS
Rompicapo

Layton's Mystery Journey: Katrielle e il complotto dei milionari, recensione Nintendo 3DS

di Marisafrancesca Salatino |

Era il 2013 quando uscì per Nintendo 3DS "Il professor Layton e l'eredità degli Aslant". Una data piuttosto importante per i fans essendo l'ultimo capitolo principale di una della serie più amate di Level-5, il talentuoso team giapponese dietro lo sviluppo del videogioco.

Il professor Layton e l'eredità degli Aslant sancì la conclusione della doppia trilogia iniziata nel 2007 con il lancio sul mercato de Il professor Layton e il paese dei misteri.

In un lasso di tempo durato all'incirca 6 anni, Level-5 ha permesso ai fans dei rompicapo di immergersi all'interno di una storia intricata e ricca di colpi di scena, con l'unico scopo di aiutare il Professor Layton ed il suo apprendista Luke Triton nella risoluzione di enigmi paragonabili ai periodici cartacei di enigmistica, con un tipo di gameplay assimilabile al genere "punta e clicca".

Nonostante ci siano stati ben 8 videogiochi dedicati a Layton, inserendo fra questi il crossover con Capcom intitolato Il professor Layton vs Phoenix Wright: Ace Attorney, la serie è stata praticamente ferma dal 2013, al 2017, ripartendo recentemente con il nuovo Layton's Mystery Journey: Katrielle e il complotto dei milionari rilasciato lo scorso 6 ottobre 2017 su Nintendo 3DS e dispositivi mobili iOS e Android.

SteamWorld Dig 2, recensione Nintendo Switch
Recensione

SteamWorld Dig 2, recensione Nintendo Switch

di Gianluca Salatino |

Image & Form Games è il nome del team dietro SteamWorld Dig 2, un gruppo di sviluppatori che pur non avendo a disposizione un grosso budget ed il personale dei grandi big del mercato, può far parlare di sé per essere riuscito nell’impresa di creare uno dei metroidvania migliori degli ultimi anni.

Cominciamo col dire che, se il primo Steamworld Dig non fosse arrivato ai miei occhi per una pura curiosità o coincidenza, probabilmente non avrei mai giocato il secondo capitolo, appassionadomi alla serie in cosi poco tempo.

SteamWorld Dig, grazie al suo level design curato ed una trama minimale - ma efficace - ha forse segnato il vero punto di svolta della software house svedese, fondata nel 1997.

Con l'arrivo sul mercato di SteamWorld Dig 2, rilasciato su Nintendo Switch il 21 settembre 2017, su Steam (PC) il 22 settembre e dal 26 settembre su PlayStation 4 e PS Vita, l'acclamato sequel centra perfettamente il bersaglio, dimostrandosi più grande, più vario, più robotico e coinvolgente del suo predecessore.

Gran Turismo, come Sony ha cambiato i racing game
Speciale

Gran Turismo, come Sony ha cambiato i racing game

di Federico D'Aco |

Era la fine del 1997 quando sul mercato giapponese esordì Gran Turismo, simulazione automobilistica sviluppata da Polyphony Digital per la prima PlayStation.

Nessuno si sarebbe mai aspettato che il videogioco curato da Kazunori Yamauchi avrebbe cambiato il modo di intendere le simulazioni di corse sportive, eppure...

Non fu semplicemente una questione tecnica come molti vogliono ricordare, seppur all'avanguardia e decisamente spettacolare per i tempi, quanto la vastità delle possibilità offerte in termine di competizione, gestione delle vetture e giocabilità.

Un assoluto punto di riferimento per il genere, anche nelle vendite, beneficiando - forse - dall'introduzione sul mercato del primo modello di DualShock, che aggiungeva al pad standard di PlayStation due leve analogiche ed un motore di vibrazione capace di immergere maggiormente il videogiocatore nell'azione.

Con 10,85 milioni di copie vendute nel mondo, Gran turismo pose le basi per il grande successo del franchise di Sony Interactive Entertainment, reinventando il genere delle corse automobilistiche attraverso una simulazione mai vista prima, spingendosi oltre nella modalità multigiocatore utile a sfidare gli amici in appassionanti gare.

Gran Turismo 2 fu solo una questione di attesa per i fans, visto l'enorme successo riscosso dal primo capitolo. Il miglioramento delle caratteristiche principali di Gran Turismo era ovviamente la base di partenza. Così, da un solo CD si passò a due, evidenziando l'importante incremento nei contenuti di gioco promossi da Polyphony Digital con GT2.

Le modalità arcade e multiplayer, contenute nel primo disco di gioco, permise agli sviluppatori di concentrare nel secondo disco una simulazione ancora più completa, al quale si aggiunse la preziosa e fresca modalità Rally.

Una giocabilità ulteriormente rifinita, insieme a competizioni inedite, permise a Gran Turismo 2 di andare molto vicino ai risultati ottenuti dal primo capitolo, piazzando dalla sua uscita avvenuta ad inizio 2000, ben 9,37 milioni di copie nel mondo.

Expand, recensione PlayStation 4
Recensione

Expand, recensione PlayStation 4

di Lian |

Una delle cose che più adoro in un videogioco è la colonna sonora. Si tratta della parte spesso più intima e profonda della produzione, quella che più facilmente arriva ad accarezzare l’anima e che poi rimane indelebile nella memoria dei giocatori, quella che poi finisce per diventare simbolo dell’emozione vissuta, la parte più vivida dell’esperienza videoludica in toto.

Ho sempre trovato particolare quando un gioco si basa su di essa, ovvero quando la musica non è più solo un elemento di contorno e di accompagnamento alle varie peripezie che il nostro avatar compie su schermo, ma diventa il fulcro attorno al quale è costruita l’intera esperienza.

Expand, titolo Indie sviluppato da Chris Johnson e Chris Larkin, è un’ottimo esponente di questo genere di giochi o se preferite, esperienze.

Ho avuto modo di provare la versione per PlayStation 4 attraverso un codice review e mi appresto a condividere con voi la mia personale esperienza.

FIFA 18, recensione Nintendo Switch
Recensione

FIFA 18, recensione Nintendo Switch

di Federico D'Aco |

E' stata una settimana intensa quella del post lancio di FIFA 18, dove le innumerevoli discussioni sulle funzionalità e qualità della versione dedicata a Nintendo Switch l'hanno fatta da padrone, pur senza trovare ancora una risposta definitiva.

Come ho velatamente accennato nell'editoriale dedicato a titolo calcistico di Electronic Arts, FIFA 18 sulla console ibrida di Nintendo è semplicemente FIFA 18, nonostante siano evidenti le differenze tecniche rispetto alle versioni per PC, PlayStation 4 e Xbox One.

Superato questo scoglio, e lo dico fin da subito, l'esperienza generale che si prova è quella autentica, un fattore che ci permette di identificare questa edizione come realmente appartenente alla simulazione calcistica per eccellenza.

Nel caso in cui non fossi stato chiaro o poco convincente con questo concetto, è bene ricordare che alla fine degli anni '90 i titoli multiformato fra la prima PlayStation e Nintendo 64 non erano semplicemente diversi... appartenevano proprio a due scuole di pensiero opposte; nonostante questo però, la serie FIFA, soprattutto con la fortunata edizione del '98, era riconosciuto all'unisono come tale, malgrado gli evidenti limiti tecnici di PlayStation.

Questa "parabola" ho deciso di introdurla semplicemente per evitare di fermare il giudizio su FIFA 18 per Nintendo Switch al solo argomento tecnico, un campo dove la console ibrida ne uscirebbe con le osse rotte, giovando poco e niente all'esperienza esclusiva, ma al contempo uguale, che riesce a proporre.

Le prime ore in compagnia di FIFA 18 su Nintendo Switch
Editoriale

Le prime ore in compagnia di FIFA 18 su Nintendo Switch

di Federico D'Aco |

Per i primi 20 minuti non volevo crederci, ma sono stato costretto ad arrendermi di fronte alla “realtà oggettiva” della plastica e del silicio: FIFA 18 gira su Nintendo Switch in una maniera estremamente promettente e da una Electronic Arts che ha abbandonato brutalmente - con evidenti ragioni, a giudicare dalle vendite generali - Wii U, non me lo sarei mai aspettato.

Non ho testato con mano la versione sviluppata su FrostBite 3 per PlayStation 4, Xbox One e PC, ma l’ho vista dal vivo durante la giornata di ieri, oltre ad aver visionato diversi video sul "tubo" nei giorni scorsi. Non ho giocato quella mossa da Ignite Engine su Xbox 360 e PlayStation 3, ma ho giocato questa versione sviluppata appositamente per Nintendo Switch e posso semplicemente esprimermi in questo modo: è FIFA 18 in ogni suo aspetto.

Mi sono lanciato nel calcio d’inizio a seguito del brevissimo update che il titolo riceve non appena viene inserita la cartuccia all’interno di Nintendo Switch. Circa 4 minuti di attesa e via con le classiche impostazioni utente, come il team preferito ed il collegamento online al proprio profilo Electronic Arts.

Atalanta vs. Juventus, così… giusto per non perdere tempo. Ho cominciato a prendere confidenza col sistema di controllo sfruttando quelle movenze che avevo abbandonato con lo scorso episodio, giocato forse con troppa leggerezza, soltanto di rado in sessioni multigiocatore con i nipoti.

Da buon Juventino, se non l’avevate capito, ho rifilato 4 “pappine” (goal) alla povera Atalanta, prendendo una sola rete per merito dell’alter ego virtuale di Spinazzola (solo un caso? Non credo). Bene, sono pronto per partire con il livello esperto ed attivare il controllo “full manual”, come solo i veri "pro" di FIFA sanno fare.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age, la recensione per PlayStation 4
Recensione

Final Fantasy XII: The Zodiac Age, la recensione per PlayStation 4

di Gianluca Salatino |

La serie Final Fantasy è da sempre un'icona indiscussa del genere JRPG. Sin dal lancio del primo capitolo per NES - una vera scommessa se si pensa al come era messa Square all'epoca - il giocatore ha sempre avuto modo di immedesimarsi come unico protagonista, all'interno di una storia di fantasia ricca di particolari e tematiche adulte.

L'esplorazione sconfinata di terre magiche, condita da scontri epici e incantesimi degni del miglior Merlino, sono da sempre il marchio di fabbrica di una delle serie più longeve del panorama videoludico, nonché di una delle serie più vendute al mondo con oltre 130 milioni di copie all'attivo.

Chi può dimenticare le evocazioni da giudizio universale capaci di far impallidire anche i dinosauri del giurassico e le micidiali Esper che ci accompagnano ormai dal 1987?

La consacrazione occidentale della serie è senza ombra di dubbio arrivata con Final Fantasy VII, rilasciato nel 1997 sulla prima PlayStation, a seguito dell'incredibile abbandono del prototipo in fase di sviluppo sull'indimenticabile Nintendo 64.

Invece, l'ultimo titolo della serie che possiamo citare come “conservativo”, è senza ombra di dubbio Final Fantasy X per PlayStation 2, rilasciato nell'ormai lontano 24 maggio 2002. Questo è stato praticamente l'ultimo titolo appartenente alla serie Final Fantasy a vantare classiche meccaniche da Japan RPG, lasciando ai futuri titoli il peso di traghettare i fans verso nuove soluzioni.

Per capire bene questo passaggio, è di fondamentale importanza indicare Final Fantasy XII come il titolo che ha portato al completo abbandono dei combattimenti a turni così rigidamente pensati e la perdita completa degli scontri casuali... forse non troppo amati, ma utili e funzionali per la tipologia di gioco offerta in precedenza.

Nello specifico, fu proprio il sistema di combattimento tanto amato negli anni '80 / '90 a cambiare radicalmente, assumendo un aspetto maggiormente complesso, ma perfettamente in sintonia con i capitoli più recenti e le dinamiche di gioco proposte.

Su questo elemento è pero denotabile al lungimiranza di Square Enix nelle scelte intraprese nel 2007, l'anno di rilascio di Final Fantasy XII su PlayStation 2, la console più venduta di Sony, tanto per dire...

Il Combat system – chiamato Active Dimension Battle - era così moderno all'epoca, che solo oggi se ne riescono ad apprezzare le peculiarità e le sfumature, grazie anche al lancio su PlayStation 4 di Final Fantasy XII: the Zodiac Age, un'edizione rimasterizzata del capitolo forse meno atteso, ma al contempo più innovativo della serie.

Nintendo Direct settembre 2017, oltre 40 videogiochi in arrivo su Nintendo Switch e Nintendo 3DS
Li giocheremo nei prossimi mesi

Nintendo Direct settembre 2017, oltre 40 videogiochi in arrivo su Nintendo Switch e Nintendo 3DS

di Federico D'Aco |

Un Nintendo Direct inaspettato, ma soprattutto stellare quello trasmesso nella notte fra il 13 e il 14 di settembre 2017, nel quale sono state mostrate le ultime novità per Nintendo 3DS e Nintendo Switch che ci accompagneranno durante i prossimi mesi.

Il comunicato stampa arrivato da Nintendo Italia ci parla di oltre 40 titoli in fase di rilascio o sviluppo, se si sommano i titoli discussi per Nintendo 3DS e Switch durante i 45 minuti (circa) di durata del prezioso evento dedicato alle novità in arrivo sulle due console.

Giusto per partire con un esempio pratico di quel che è stato mostrato, Bethesda è pronta a portare DOOM e Wolfstein II: The New Colossus proprio su Nintendo Switch, insieme ovviamente al già annunciato The Elder Scrolls V: Skyrim. I due titoli in questione sono appartenenti al genere degli FPS, due videogiochi tecnicamente importanti, molto apprezzati dalla critica mondiale.

Sempre fra le terze parti è possibile citare il recentemente annunciato remake di L.A. Noir di Rockstar Games (autori di Grand Theft Auto) in una riedizione comprensiva di tutti i contenuti scaricabili, nuovi elementi collezionabili e modalità di gioco esclusive, come l’utilizzo dei sensori integrati nei Joy-Con o il touch screen per interagire con l’ambiente; L.A. Noir sarà disponibile sul mercato dal 14 novembre 2017.

Anche la collection Resident Evil: Revelations 1 e 2 di Capcom, in arrivo il 28 novembre, si è affacciata in questo Nintendo Direct. Square Enix ha invece dato un ulteriore dimostrazione del suo interessantissimo, nonché nostalgico, project OCTOPATH TRAVELER (titolo provvisorio), indicato come uno dei titoli di punta in arrivo esclusivo su Nintendo Switch.

NBA 2K18 di 2K Games, disponibile dal 15 settemebre su Nintendo eShop e dal 17 ottobre in versione retail, ha accompagnato anche la presentazione di WWE 2K18, di cui però non si conosce attualmente la data di lancio sul mercato. Ha chiuso la parentesi dei titoli sportivi provenienti dalle terze parti, l’atteso FIFA 18 di Electronic Arts, in arrivo il 29 settembre su Nintendo Switch e le altre piattaforme che compongono il mercato videoludico.

Masquerada Songs and Shadows: la recensione in Italiano di un gioco altrimenti in Inglese
Recensione

Masquerada Songs and Shadows: la recensione in Italiano di un gioco altrimenti in Inglese

di Lian |

Venezia è universalmente nota per essere una della città più amate al mondo. Sarà per via della magia che è possibile respirare passeggiando tra i suoi viottoli, oppure per la possibilità di navigare tra i caratteristici canali cittadini a bordo delle altrettanto celebri Gondole, magari al chiaro di luna con la propria dolce metà.

Venezia è nota anche per il proprio celeberrimo quanto antichissimo Carnevale con le sue caratteristiche ed inconfondibili maschere. Proprio queste ultime devono avere in qualche modo ispirato gli sviluppatori di questo gioco dall’anima ruolistica, che ho avuto modo di giocare nella versione Playstation 4.

Come si gioca a Mario + Rabbids: Kingdom Battle per Nintendo Switch?
Approfondimento

Come si gioca a Mario + Rabbids: Kingdom Battle per Nintendo Switch?

di Federico D'Aco |

Non voglio spiegarvi come nasce o cos'è Mario + Rabbids: Kingdom Battle di Ubisoft, quello è già stato fatto in due precedenti articoli [1 e 2]. Con questo nuovo approfondimento si cerca semplicemente di far chiarezza su alcuni aspetti di gioco come il gameplay e la chimica che lega le icone Nintendo, a quelle Ubisoft.

Mario + Rabbids: Kingdom Battle per Nintendo Switch parte col botto fin dai primi istanti di gioco e lo fa attraverso un'introduzione composta da numerosi richiami alla storia di Nintendo, come le console prodotte e i personaggi che l’hanno resa così famosa nel mondo.

Sono proprio gli storici personaggi di Kyoto a rendersi immediatamente riconoscibili e perfettamente distinguibili in un mondo che fonde in maniera piuttosto incredibile - almeno finchè non lo si vede con i propri occhi - il regno dei funghi della serie Super Mario Bros., a quella forse meno conosciuta, ma altrettanto famosa ( forte anche di una serie TV) che è quella dei Rabbids, gli strambi conigli Ubisoft.

Gli elementi di queste due realtà sono stati sfruttati in maniera molto intelligente e messi insieme per dare vita ad un mondo fantasioso molto credibile, capace di catturare immediatamente l’attenzione del giocatore e strappargli più di qualche sorriso.

Le simpaticissime gag inscenate dei Rabbids durante la fase di apprendimento delle dinamiche di gioco, fanno in un certo senso da esca a quella tipologia di videogiocatore che avrebbe in qualche modo evitato il genere degli strategici a turni, invitandolo quasi ad uscire fuori dal proprio "cerchio della fiducia" per trasportarlo in qualcosa di estraneo, ma al contempo competitivo, avvincente e ovviamente divertente.

Come abbiamo ben specificato nel nostro articolo, il gameplay di Mario + Rabbids: Kingdom Battle è preso parzialmente in prestito dalla serie X-COM di Ubisoft, finemente ritagliato per poter essere adattato a questa nuova avventura.

Pur non richiedendo la stessa dose di strategia e pianificazione, il videogioco nato da un’idea di Davide Soliani spinge il giocatore ad affrontare gli scontri con oculata attenzione e prudenza già dopo le prime battute, invitandolo ad utilizzare le meningi, piuttosto che i riflessi o la memoria come accadrebbe invece in altri titoli con protagonista il buon Mario.



Original Journey La recensione di un gioco che di originale non ha neanche il titolo
Recensione

Original Journey La recensione di un gioco che di originale non ha neanche il titolo

di Lian |

La storia narrata in Original Journey da Bonfire Entertainment somiglia leggermente al tipico "sogno americano",  con la differenza che in questo specifico caso ci troviamo in Cina.

In questo luogo, quello che prende vita nel 2015 come un progetto studentesco decisamente promettente, partorito dalla mente di Li’nan Tan con l’aiuto di alcuni compagni di corso, ottiene ben presto riscontri positivi all’interno dell’ambiente scolastico, compresi professori e studenti.

Da questo punto in poi, il gruppo di amici decide di portare a termine il progetto e presentarlo agli IGF (Independent Game Festival). Grazie al successo ottenuto vincendo come Best Student Game, il giovane gruppo di sviluppatori riceve la giusta attenzione da parte dei media e dell’industria videoludica, portandoli a fondare lo studio indipendente Bonfire Entertainment.

Quello che segue sulle pagine di Gamegurus.it è il resoconto della prova su strada di Original Journey, titolo giocato su PC tramite piattaforma Steam.

I Pilastri della Terra la recensione dell'ultima coraggiosa fatica di Deadalic Entertainment
Recensione

I Pilastri della Terra la recensione dell'ultima coraggiosa fatica di Deadalic Entertainment

di Lian |

Ken Follett è sicuramente uno degli scrittori più amati e di maggior successo della letteratura moderna, nonché uno dei migliori giallisti di sempre assieme a Ian Fleming e Agatha Christie. Tra le sue opere, quella più iconica è senza dubbio I Pilastri della Terra, un romanzo storico ambientato negli anni bui del medioevo inglese.

Ecco perché la scelta fatta da Deadalic Entertainment di trasporre in forma videoludica tale componimento letterario risulta tanto ambiziosa quanto coraggiosa, suscitando notevole interesse fra gli estimatori fin dal suo annuncio nel 2014.

Il team tedesco di sviluppatori ha saggiamente deciso di dividere le 1033 pagine del voluminoso manoscritto di Ken Follett in tre episodi, ognuno dei quali suddiviso in sette capitoli, che verranno pubblicati a poca distanza l’uno dall'altro su PlayStation 4, Xbox One, iOS, PC e Mac. La versione che andiamo ad analizzare in questa sede è quella PC, che sarà disponibile su Steam a partire da domani, 15 Agosto 2017.

Redeemer la recensione del brawler di Sobaka Studio
Recensione

Redeemer la recensione del brawler di Sobaka Studio

di Lian |

In Redeemer, il personaggio principale che controlloremo è Vasily, un elite operative che ha lavorato per diversi anni in una delle più grandi aziende al mondo specializzata nel settore delle armi. Ufficialmente inquadrato come addetto alla sicurezza, le infiltrazioni, gli assassini, le estorsioni e persino le torture, erano in realtà il principale incarico svolto.

Vasily, oltre ad essere un personaggio dai molti segreti, è anche un uomo acuto e quando capisce che le cose si stanno mettendo male, probabilmente anche a causa delle informazioni sensibili assimilate durante la propria carriera "lavorativa" e fra queste pare ci siano anche il segreto dell’Universo o il perché le ragazze vanno sempre in bagno almeno in coppia (ridiamoci su, NdR), per tener salva la vita fugge in un monastero isolato dove risiedono dei monaci guerriero.

In questo luogo le giornate passano fra allenamenti e meditazione. Fra i residenti nessuno si occupa di agricoltura o allevamento e le zanzare sembrano essere la portata principale di questi particolari individui. Sto scherzando, ma neanche troppo.

 

Provata la demo di Mario+Rabbids: Kingdom Battle
Provato

Provata la demo di Mario+Rabbids: Kingdom Battle

di Lian |

Mario + Rabbids: Kingdom Battle sarà rilasciato su Nintendo Switch il prossimo 29 agosto 2017. A molti potrà forse non dire molto, per altri invece può essere definito quasi un punto di rottura con il passato per la casa di Kyoto, a causa dell' "appalto" di alcune delle sue storiche icone a Ubisoft e infine agli ultimi rimasti, resta l'orgoglio puramente italiano (chen on è poco), dato che il titolo è stato ideato e proposto da un team interamente italiano.

Come vi abbiamo raccontato in questo speciale, Mario + Rabbids: Kingdom Battle è nato da un'intuizione di Davide Soliani, Creative Director in Ubisoft Milan, ottenendo il consenso di Shigeru Miyamoto e Nintendo per poter portare avanti il progetto e utilizzare importati personaggi come Mario, Peach, Luigi e Yoshi.

Lo Showcase Nintendo di Milano ha permesso al sottoscritto di provare con mano il nuovo videogioco sviluppato da Ubisoft, di cui vo’ ora a narrar la di mia esperienza in codesto ludo.

Super Mario Odyssey: lo abbiamo provato
Demo di gioco

Super Mario Odyssey: lo abbiamo provato

di Lian |

Durante lo Showcase Nintendo dedicato alla stampa di settore, era praticamente impossibile non assistere a cose interessanti e stimolanti. Oltre ogni ragionevole dubbio, l’attenzione di tutti era però rivolta al nuovo Super Mario Odyssey, videogioco dedicato all’idraulico italiano dai folti baffi, dotato di passaporto internazionale e cittadinanza nipponica.

Scherzi a parte, passando spediti ad enunciare le principali novità introdotte nel gameplay di questo attesissimo platform 3D per Nintendo Switch, il cappello è stata ovviamente quella principale, fungendo da vero e proprio mezzo di attacco, ma anche da punto d’appoggio per ulteriori salti e operazioni.

Ci è stato fatto notare come l’attenzione posta nello sviluppo del videogioco è - come sempre - ai massimi livelli, soprattutto per l'importanza del brand da parte di Nintendo. Questo aspetto lo si nota da tutti quei piccoli particolari apparentemente insignificante, che in realtà aiutano a dare spessore e credibilità al mondo di gioco.

Ad esempio è possibile citare gli aghi dei cactus che restano visibili sul naso del nostro eroe in salopette, dopo averci sbattuto contro o l’evidente sforzo fisico compiuto nel tentativo di fermare una specie di giaguaro in pietra che può fungere da mezzo di trasporto a pagamento (e qui la perla fatta nome: Jaxi Driver).

Sembrerà pure sciocco, ma non sempre è possibile trovare questi aspetti in altre produzioni di settore e anche in questi caso, l’attenzione maniacale al dettaglio tipica delle produzioni Nintendo non è certo venuta a mancare in quello che è la punta di diamante dell’offerta 2017.

Showcase Nintendo: uno sguardo da vicino ai nuovi videogames per Nintendo 3DS e Switch
Evento Stampa

Showcase Nintendo: uno sguardo da vicino ai nuovi videogames per Nintendo 3DS e Switch

di Lian |

Ieri, mercoledì 12 luglio 2017, mi sono recato in un'esclusiva location a Milano per assistere allo Showcase di Nintendo, evento in cui mi è stata data la possibilità di mettere mano ai nuovi titoli di prossima uscita per Switch e Nintendo 3DS.

L’ultima nata di casa Nintendo sta ottenendo un enorme successo a livello mondiale e questo è dovuto soprattutto alla sua natura ibrida, fautrice delle molteplici possibilità di gioco proposte, ma anche da un design “stiloso” e allo stesso tempo ben congegnato, dal feedback solido, utile a dare quel senso di robustezza che non ci si aspetterebbe di trovare da un prodotto di questo tipo.

Nintendo Switch però non è solo un dispositivo hardware; il suo successo, in effetti è, con dati alla mano, dato dai videogiochi attualmente presenti fra la line-up di lancio, decisamente ben nutrita se si considerano i soli 4 mesi di presenza sul mercato ed i problemi riscontrati con la precedente piattaforma casalinga: Wii U.

Inutile dire quanto l’ultimo capitolo della saga di The Legend of Zelda, sua maestà Breath of the Wild, sia stato in grado di spingere le vendite della console. Un capolavoro di critica che è stato presto affiancato da Mario Kart 8 Deluxe, una versione che definire completa è assai riduttivo e, successivamente, dall’ottimo Arms, un picchiaduro atipico e profondo come non se ne vedeva da anni... senza contare che a breve avremo tra le mani il seguito del popolare sparavernice Splatoon 2, un titolo che ha già conquistato milioni di giocatori nel mondo con la sua precedente incarnazione.

Con lo Showcase in cui erano giocabili i titoli già mostrati nel corso del recente E3 2017, Nintendo ha dimostrato di avere in cantiere titoli di gran carattere e spessore, capaci di stimolare ulteriormente (come se ce ne fosse in effetti bisogno) le vendite di questa console nata davvero sotto una buona stella.

Mario + Rabbids: Kingdom Battle, una scommessa tutta italiana
BWAAAH!

Mario + Rabbids: Kingdom Battle, una scommessa tutta italiana

di Federico D'Aco |

Non sempre gli eroi sono quelli che salvano principesse e combattono i cattivi. Gli eroi alle volte sono anche quelli che attraverso le proprie idee riescono a regalare emozioni o raggiungere obiettivi estremamente difficili. Quello che sto per raccontarvi è il resoconto di una storia nata in Italia, dove si è raggiunto un obiettivo incredibile senza aver avuto la necessità di salvare nessuno.

Il protagonista di questa storia è Davide Soliani, Creative Director in Ubisoft Milan; al suo fianco è presente il talentuoso team italiano che ha investito gli ultimi 3 anni nello sviluppo di Mario + Rabbids: Kingdom Battle, un videogioco in esclusiva per Nintendo Switch.

Come appreso dall’articolo di Repubblica, il buon Davide insieme a Dario Migliavacca, Direttore dello studio milanese di Ubisoft, invece di realizzare la classica presentazione del gioco nel tentativo di ottenere l’approvazione per lo sviluppo, al tempo disegnarono semplicemente la locandina del gioco, come se fosse già stato rilasciato sul mercato. “E lì dentro c’era già tutta l’idea del gioco”, ha spiegato Soliani a Repubblica.

Da questo punto in poi l’intera storia prende vita fino a diventare quasi mito, creando un importante precedente in cui Ubisoft Milan prende le redini del progetto, avvia una stretta e continua collaborazione con Nintendo Japan e ottiene lo straordinario e prezioso consenso per sfruttare i famosissimi brand della casa di Kyoto.

Abbiamo visto più o meno tutti Davide Soliani piangere nel corso della conferenza Ubisoft all’E3 2017. Lacrime arrivate per l’attestato di stima e approvazione da parte di Shigeru Miyamoto, papà di Mario e di molte altre icone Nintendo, nonché punto di riferimento da sempre per Davide.

Queste lacrime di gioia hanno comunque avuto il ruolo di far comprendere quanto sia duro il lavoro di uno sviluppatore di videogames, nonostante sia un lavoro desiderato e mosso dalla passione.

Sono rimasto personalmente toccato dalla vicenda, estremamente emozionato, ma le mie lacrime le ho versate osservando le simpatiche canaglie dei Rabbids, intenti a vestire i panni di personaggi come Luigi, Donkey Kong, Yoshi e Peach… facendogli il verso!

Mario + Rabbids: Kingdom Battle ci spinge in un Regno dei Funghi controverso e allo stesso modo dissacrante, fatto di ilarità e audacia, racchiudendo in sé tutte quelle caratteristiche che portano un videogioco ad essere interessante al pubblico di ogni genere ed età.

Provato Knack 2 insieme alla nuova formula cooperativa
Dubbi qualitativi

Provato Knack 2 insieme alla nuova formula cooperativa

di Gianluca Salatino |

Dopo la prova con gli interessantissimi Last day of June e Detroit: Become Human, abbiamo giocato anche Knack 2 su PlayStation 4 e ci duole ammetterlo, ma in questo caso l’entusiasmo si è abbassato notevolmente, quasi a scomparire.

La prova è stata eseguita in una sessione di gioco cooperativo, intenti quindi a sperimentato subito la vera novità di questa serie a cui sembra esser stata data una seconda opportunità di riuscita, almeno dal punto di vista della critica specializzata. Ci siamo catapultati nella zona di gioco prevista dalla versione demo caratterizzata da una vegetazione che ricorda vagamente una giungla.

Il percorso da seguire, fra ostacoli e nemici, non prevedeva particolari abilità logiche o di orientamento; semplicemente ci è bastato seguire una direzione obbligata ed eseguire dei salti come nelle più comuni sezioni platform.

Il ritmo di gioco è risultato nella media del genere action / platform, forse leggermente più reattivo del primo capitolo. Probabilmente a causa di una build vecchia, l’impatto grafico già di per sé non eccelso, è risultato lievemente inferiore nei dettagli al titolo originale e già questo non è stato un buon biglietto da visita, trattandosi di un titolo appartenente alla prima generazione di videogiochi per PlayStation 4.

Fra salti, arrampicate, scomposizione delle parti, recupero oggetti e qualche scazzottata, Knack 2 ci è sembrato migliore solo per la presenza di una modalità cooperativa, anche se non sembra esser sfruttata in maniera esemplare a causa della mancata interazione fra i due personaggi, un po’ come se si stesse camminando insieme ad uno sconosciuto o per fare un esempio pratico, come se si stesse giocando ad un vecchissimo picchiaduro a scorrimento senza il divertimento tipico del genere.

Le idee veramente originali ci sono sembrate praticamente nulle, anche se il titolo si è dimostrato - rispetto al passato - leggermente ampliato nelle zone di gioco e nel gameplay. Il senso è “mah, speravo per qualcosa in più” e ci auguriamo che questa osservazione possa trasformarsi nel titolo finale in “beh, non credevo fosse così divertente”.

Al momento le attese per questo titolo firmato Sony Interactive Entertainment Japan Studio - quindi uno studio interno che dovrebbe garantire qualità - non sono delle più rosee, soprattutto perchè ci siamo scontrati già con il deludente primo capitolo. Knack 2 è sicuramente un titolo che seguiremo e sui cui non molleremo la presa, ma sarà veramente difficile poter trovare un prodotto finale così radicalmente diverso dalla demo provata.

Articolo a cura di Gianluca Salatino